Mattarella inaugura l’anno scolastico ad Amatrice: «La scuola deve unire, non creare ghetti»

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inaugurato l’anno scolastico ad Amatrice presso l’Istituto omnicomprensivo “Sergio Marchionne”, costruito nella frazione di San Cipriano dopo il crollo del plesso storico Romolo Capranica. La cerimonia è avvenuta a dieci anni dal terremoto del 2016 che colpì il Centro Italia causando 299 vittime, 365 feriti e circa 40mila sfollati; il Capo dello Stato ha deposto una corona d’alloro in memoria delle vittime.

Presenti alla giornata il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi. L’intervento del Presidente è stato tenuto nel corso di un incontro con gli studenti moderato da Alberto Angela.

Mattarella ha richiamato il dettato costituzionale ricordando che «la scuola è aperta a tutti» e ne ha sottolineato il ruolo di luogo capace di creare legami, conquistare la fiducia delle famiglie e prevenire la formazione di ghetti. Per il Presidente, l’istituzione scolastica deve favorire coesione sociale, abbattere barriere di diffidenza e contribuire alla sicurezza delle comunità.

Nel suo discorso Mattarella ha richiamato l’importanza dell’educazione non solo come trasmissione di conoscenze ma come sviluppo del talento, della partecipazione e delle qualità morali e intellettuali. Ha invitato gli studenti a guardare al futuro con fiducia, ricordando come la cultura sia strumento di libertà. In un passaggio personale ha detto che la storia era la sua materia preferita e ha citato il valore di sforzi come l’imparare a memoria poesie, poi rivelatisi utili nel tempo.

Sulla tecnologia, il Presidente ha affermato che «non potrà mai esserci una macchina al posto di un insegnante», sottolineando la capacità dell’insegnante di cogliere intenzioni e segnali che una macchina difficilmente riconoscerebbe.

Mattarella ha poi condannato gli atti di violenza contro ragazze e il bullismo, definendoli intollerabili, e ha chiesto alla scuola di contribuire al riconoscimento di un’etica condivisa. Ha esortato a non lasciare soli gli insegnanti e ha richiamato le istituzioni a mantenere la responsabilità nei contesti difficili, con un impegno rinnovato contro la dispersione scolastica.

Il ministro Valditara ha ribadito il sostegno al modello della «scuola del merito», mirata alla scoperta e all’affermazione dei talenti indipendentemente dalle condizioni di partenza, e ha richiamato l’esigenza di integrazione degli studenti stranieri in tutte le sue sfumature. Ha posto particolare attenzione alla padronanza della lingua italiana, affermando che «senza la padronanza della nostra lingua, non c’è vera integrazione». Commentando il discorso del Presidente, il ministro lo ha definito «Bellissimo».

L’appuntamento ad Amatrice è stato anche occasione per richiamare l’attenzione sulla sicurezza antisismica degli edifici scolastici, con dati tratti dal Portale unico del ministero dell’Istruzione relativi all’anno scolastico 2023/24 e analizzati da Tuttoscuola. Secondo quei dati, il certificato di idoneità statica (CIS) è disponibile per il 53,3% degli edifici scolastici; il progetto antisismico è presente solo nel 12,7% delle strutture, circa 5.000 su 40.000.

Le percentuali regionali variano sensibilmente: in Abruzzo il progetto antisismico è presente nel 10,8% degli edifici; in Sardegna soltanto 11 edifici su 1.645, pari allo 0,7%. I proprietari delle scuole statali sono i Comuni (per il primo ciclo) e le Province (per il secondo ciclo), mentre il ministero è definito «ospite» degli immobili e non è normalmente responsabile dell’ottenimento delle certificazioni.

A livello territoriale, la Valle d’Aosta registra l’87,2% degli edifici con collaudo statico, mentre nel Lazio la percentuale è del 28% (896 edifici su 3.203). In generale le regioni settentrionali, esclusa la Liguria, sono sopra la media nazionale; le regioni meridionali, escluse Molise e Abruzzo, sono sotto la media. Il Portale unico individua anche la classificazione sismica degli edifici: nella zona 1, la più a rischio, si trovano 2.865 edifici scolastici; nella zona 2 ve ne sono 15.014. Tuttoscuola segnala che la percentuale di edifici con collaudo statico nelle zone 1 e 2 risulta «a dir poco, sorprendente» rispetto alla media generale del 49,4%.

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