Manovra in arrivo al Consiglio dei ministri: risorse limitate e richieste in contrasto

La legge di bilancio è all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri convocato per domani, dopo un vertice serale tenuto da remoto tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e i leader di maggioranza Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi. L’incontro è servito a sintetizzare le priorità di spesa in un quadro di forte attenzione ai conti pubblici.

Il governo intende concentrare le risorse disponibili su sanità, famiglie, ceto medio e sostegno alle imprese. Sullo sfondo restano però i colloqui con la Commissione Ue per ottenere margini di flessibilità legati ai costi energetici: Bruxelles ha già escluso la possibilità di finanziare sconti sui carburanti o sussidi diretti all’uso di fonti fossili.

Le richieste arrivate dalle forze politiche sono numerose e superano le risorse disponibili. La Lega chiede tra l’altro la pensione anticipata a 64 anni, l’estensione della flat tax fino a 100.000 euro per le partite Iva, voucher sanitario per gli anziani e tutele sugli affitti brevi. Forza Italia valuta l’ampliamento del taglio Irpef fino a 55.000 euro, sgravi per l’occupazione giovanile e maggiori fondi per previdenza e stipendi delle forze dell’ordine. Noi Moderati propone l’azzeramento della fiscalità per tre anni ai giovani al primo impiego e la cedolare secca al 5% per le locazioni a lungo termine.

Il mondo produttivo spinge per incentivi industriali, maggiore ricerca e sgravi sugli immobili strumentali: richieste sono state avanzate da Confindustria, Federchimica e Confedilizia. Anche il ministro Giuseppe Valditara ha posto l’accento sulla necessità di risorse per l’edilizia scolastica.

Per le coperture si lavora su un gettito stimato in circa 5 miliardi di euro a carico del settore creditizio e assicurativo. Tajani ha sottolineato che l’intervento non sarà punitivo, dovrebbe risparmiare le banche di credito cooperativo e potrebbe estendersi alla Cassa Depositi e Prestiti e alle fondazioni bancarie.

Sul piano dei rapporti con gli enti locali, Meloni ha risposto positivamente alle richieste dei sindaci di centrosinistra, aprendo a un confronto che dovrà essere formalizzato nella Conferenza Stato‑Città con tutti i primi cittadini.

Il vertice sulla manovra è avvenuto in un clima segnato dalle tensioni esplose dopo il congresso della Lega: le posizioni espresse da Matteo Salvini sul sostegno all’Ucraina e sui tempi del voto hanno creato freddo con vertici di Fratelli d’Italia; sono circolate anche ipotesi su un voto anticipato a maggio e resta aperto il confronto sulla candidatura per Milano. Salvini è stato riconfermato segretario della Lega con 465 voti, secondo quanto riportato dall’ANSA.

Sul tema della tutela di Kiev, il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto da Parigi, ha ribadito l’importanza della protezione ucraina per la sicurezza collettiva europea. Tajani ha inoltre annunciato l’imminente via libera a un tredicesimo pacchetto di aiuti militari che dovrebbe completare l’iter prima della scadenza dell’attuale cornice normativa a fine 2026.

All’opposizione, il campo progressista cerca di accelerare la definizione di una piattaforma comune: per venerdì è ipotizzato l’avvio di un tavolo programmatico ristretto a Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, con le forze centriste e Rifondazione Comunista sullo sfondo. Il percorso è ostacolato dalle polemiche nate intorno ai post social del segretario del Prc Maurizio Acerbo su Hamas e gli eventi del 7 ottobre, che hanno suscitato reazioni anche all’interno del Partito Democratico. Tra le personalità dem critiche sono stati citati Filippo Sensi e Sandra Zampa, che hanno contestato la scelta di consentire al senatore Andrea Crisanti di aggirare i vincoli sulle firme elettorali per il Prc.

Sul piano dei contenuti, le opposizioni stanno elaborando proposte alternative che intendono portare in Parlamento durante l’esame della manovra: Alleanza Verdi e Sinistra chiede una bolletta sociale legata all’Isee fino a 30.000 euro; il Movimento 5 Stelle, con Giuseppe Conte, ripropone la decontribuzione per under 35, l’introduzione del salario minimo, il blocco dei tirocini non retribuiti e il dirottamento dei 13,5 miliardi previsti per il Ponte sullo Stretto verso il settore scolastico. Queste proposte saranno parte del confronto in Commissione e in Aula.

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