Colpi su Kiev: colpito il campus universitario e danneggiato il Ponte Meridionale, un morto e diversi feriti. Tregua umanitaria a Oleshky

Un attacco missilistico ha colpito la capitale ucraina nella serata del 26 ottobre, centrando il complesso universitario e aree limitrofe, con vittime e danni estesi. Le autorità locali e il presidente Volodymyr Zelensky hanno confermato che sono in corso operazioni di soccorso.

Il servizio di emergenze statale ha reso noto che il raid su Kiev ha causato la morte di una persona e il ferimento di dieci persone, tra cui studenti di un dormitorio universitario. Il presidente Zelensky ha riferito che missili balistici hanno colpito il campus, il Parco di Kyoto, la zona attorno a una stazione della metropolitana e abitazioni civili, e ha sottolineato che nelle aree colpite non vi erano strutture militari.

Nella mattinata del 27 ottobre il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha aggiornato il bilancio relativo a un altro attacco: il Ponte Pivdennyi sul Dnipro è stato danneggiato e l’infrastruttura della metropolitana sul ponte ha subito rilevanti danni. Klitschko ha comunicato che nell’attacco al ponte si è registrata una vittima e 14 feriti; il transito dei treni sul ponte è stato sospeso. In precedenza le forze russe avevano colpito anche un edificio amministrativo nel quartiere di Podilskyi e altri due edifici non residenziali.

Nella stessa tornata di attacchi, la città di Kharkiv è stata colpita durante la notte: il sindaco Igor Terekhov ha riferito di almeno due morti e, secondo i funzionari regionali, quattro feriti a seguito dei bombardamenti che hanno danneggiato palazzi residenziali, case private e automobili.

Sempre nelle prime ore del 27 ottobre, un attacco con un drone nella parte della regione di Zaporizhzhia controllata dai russi ha provocato un morto e 30 feriti, ha dichiarato Yevgeny Balitsky, governatore nominato da Mosca.

Parallelamente agli attacchi, è entrata in vigore una tregua umanitaria a Oleshky, nella regione di Kherson. Il ministero della Difesa russo ha annunciato la cessazione del fuoco a partire dalle 4:00, ora di Mosca del 27 ottobre; lo stato maggiore ucraino ha reso noto che l’Ucraina ha attuato un cessate il fuoco a partire dalle 3:00 ora di Kiev. Entrambe le parti hanno detto che la sospensione dei combattimenti è destinata a consentire un’operazione umanitaria in una località dove gli abitanti, rimasti intrappolati, sono privi di cibo e medicinali da settimane.

Il presidente Zelensky ha chiesto ai partner internazionali strumenti adeguati per la difesa aerea, sostenendo la necessità di proteggere le città dai lanci missilistici. Ha inoltre ribadito la disponibilità a negoziati trilaterali tecnici con Stati Uniti e Russia, sottolineando che le questioni territoriali devono essere decise a livello di leader.

Il Cremlino ha precisato che la ripresa dei negoziati trilaterali prevista a novembre non comporterà limitazioni alle operazioni militari, come dichiarato dal portavoce della presidenza russa Dmitri Peskov.

Sul piano internazionale, una commissione internazionale indipendente su mandato del Consiglio Onu per i Diritti Umani ha accusato la Russia di crimini contro l’umanità per gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine e la tratta di esseri umani finalizzata al rafforzamento delle proprie forze armate; la commissione non parla a nome delle Nazioni Unite e non è riconosciuta da Mosca.

In Italia, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che è pronto un nuovo pacchetto di aiuti militari destinato a Kiev e si è detto favorevole a un incontro tra i leader per cercare una pace giusta, senza la sconfitta dell’Ucraina.

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