Il Consiglio dei ministri, riunito il 10 settembre 2026 sotto la presidenza di Giorgia Meloni, ha approvato un decreto-legge che proroga per sette giorni la riduzione delle accise sul gasolio usato come carburante. La misura, già in vigore, riduce il prezzo del gasolio di 17 centesimi al litro fino al 17 settembre 2026 e sarà finanziata con coperture di bilancio.
La stessa aliquota di sconto si applicherà, per lo stesso periodo, ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idro-trattamento e al biodiesel immesso in consumo come carburante. Il provvedimento proroga inoltre il credito d’imposta destinato alle imprese del settore dell’autotrasporto.
Il decreto introduce anche misure di semplificazione per accelerare i procedimenti relativi ad attività energetiche strategiche. Per le procedure di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi su terraferma, è previsto l’assegnazione di un termine aggiuntivo quando la Regione competente non si esprime sull’intesa richiesta e lo svolgimento di una interlocuzione istituzionale tra Stato e Regione.
In caso di persistente inerzia regionale, il testo prevede la nomina di un commissario ad acta e consente al Consiglio dei ministri di esercitare i poteri sostitutivi richiamati dall’articolo 120, secondo comma, della Costituzione. L’obiettivo dichiarato è garantire la conclusione dei procedimenti in tempi certi a tutela della sicurezza energetica nazionale e dell’unità economica della Repubblica.
Il decreto è stato presentato su proposta del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni insieme ai ministri Giancarlo Giorgetti (Economia e finanze), Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente e sicurezza energetica) e Matteo Salvini (Infrastrutture e trasporti). Segretario del Cdm è intervenuto il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano.
Al termine della riunione, Meloni ha pubblicato un videomessaggio in cui ha spiegato che la proroga del taglio delle accise serve a contenere i prezzi dei carburanti in attesa di “nuovi provvedimenti” annunciati per la prossima settimana. Nel messaggio il Presidente del Consiglio ha insistito sulla necessità di misure strutturali e di lungo periodo, citando la riapertura della strada al nucleare e la volontà di aumentare la produzione nazionale di petrolio e gas.
Secondo Meloni, la norma approvata consentirà allo Stato di nominare commissari che facilitino le Regioni nel rilascio più rapido di permessi e concessioni per ricerca, esplorazione e estrazione di idrocarburi. Ha affermato che aumentare la produzione nazionale ridurrebbe la dipendenza dall’estero, garantirebbe costi inferiori per famiglie e imprese, rafforzerebbe la sicurezza energetica e genererebbe maggiori royalties e benefici economici e occupazionali per i territori. Meloni ha inoltre detto che il governo intende proseguire nelle scelte nonostante le opposizioni.