Jannik Sinner ha deciso di rimanere a Torino per completare la riabilitazione e sostenere una serie di test medici dopo l’infiammazione al ginocchio destro che lo ha costretto a saltare gli US Open.
Il numero 1 del ranking è seguito al J Medical, vicino all’Allianz Stadium, dove prosegue terapie e fisioterapia integrate con lavoro in palestra e i primi test in campo. La diagnosi nota è una tendinopatia extra‑articolare: il programma punta a recuperare la piena efficienza senza forzare i tempi.
Il piano di lavoro è strutturato e graduale: terapie, esercizi specifici, rinforzo muscolare e progressione dei carichi. Sul campo vengono effettuati test funzionali che riproducono appoggi, cambi di direzione, rotazioni e colpi per valutare la tolleranza del ginocchio all’aumento dello stress.
L’atleta è seguito dal medico del team, Luca Semperboni, e dallo staff riabilitativo. In palestra lavorano il preparatore Umberto Ferrara e il fisioterapista Alejandro Resnicoff. Ogni fase viene monitorata per decidere le tappe successive.
I primi riscontri allo Sporting, il circolo dove si allena, sono descritti come positivi e c’è ottimismo: se il ginocchio continuerà a rispondere bene, Sinner potrebbe lasciare Torino nel fine settimana e tornare a Montecarlo per riprendere gli allenamenti standard da lunedì.
Il calendario del rientro resta comunque subordinato all’evoluzione delle condizioni fisiche. L’obiettivo è arrivare al meglio per la tournée asiatica, con il ritorno in gara previsto all’ATP 500 di Pechino, in programma dal 30 settembre, dove difende il titolo, e successivamente puntare al Masters 1000 di Shanghai.