Sinner rompe il silenzio: il lungo stop per il ginocchio, il rientro a Riad e il prezzo del talento

Dopo mesi lontano dai campi, Jannik Sinner è tornato a parlare pubblicamente dello stop che lo ha tenuto fermo: problemi al ginocchio destro lo hanno costretto a fermarsi e a ripensare il proprio programma agonistico. In un’intervista al magazine U di Repubblica il campione altoatesino ha raccontato il percorso di recupero e le scelte compiute in vista del futuro.

Sinner ha spiegato di aver dovuto imparare ad ascoltare il corpo e ad accettare i limiti imposti dagli infortuni, definendo la pazienza la chiave di questi mesi. Ha confermato la decisione di non proseguire la stagione: “Il mio ginocchio ha bisogno di cure. Per me il 2026 è finito”, ha dichiarato.

Lo stop ha comportato l’assenza dai tornei nordamericani, dalla tournée asiatica e dalle ATP Finals di Torino, che Sinner aveva vinto la scorsa estate dopo il trionfo a Wimbledon. Nel periodo di recupero il tennista ha proseguito il lavoro con preparatori, fisioterapisti e staff tecnico, operando lontano dai riflettori.

Sinner ha già fissato il ritorno in campo: il 27 dicembre sarà al Six Kings Slam di Riad per riprendere la competizione. Prima di riprendere l’attività agonistica aveva svolto controlli clinici al San Raffaele, come riferito nel corso dell’anno.

Nel colloquio con il magazine il numero uno azzurro ha anche ripercorso il cammino personale e professionale: ha sottolineato l’importanza del lavoro sul talento e della scelta delle persone che lo circondano. Tra i ricordi più intensi c’è la decisione di lasciare la famiglia a 13 anni e mezzo per trasferirsi a Milano e perseguire il sogno del tennis: un momento che ricorda con dolore, dicendo che è quello che cancellerebbe volentieri.

Non è mancato un riferimento alla rivalità con Carlos Alcaraz, vista come erede delle grandi sfide che hanno segnato il tennis. Sinner ha ricordato come lo sport sia stato animato da contrasti iconici, citando passaggi storici come Borg-McEnroe e il trio Federer-Nadal-Djokovic.

Fuori dal campo, il tennista ha voluto riaffermare una quotidianità fatta di famiglia, amici e passioni come i motori e lo sci. Ha detto di preferire l’azione alle parole e di non avere al momento progetti per un’autobiografia: l’obiettivo resta tornare in campo e costruire una carriera il più lunga possibile.

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