Scontro sui nomi: l’ordine di Trump rinomina il Lago Ontario, Ottawa risponde con un cartello

Un ordine esecutivo del presidente Donald Trump ha stabilito il cambio di denominazione del Lago Ontario in “Lago America” con effetto immediato per le mappe e i documenti federali statunitensi, scatenando una risposta netta da parte delle autorità canadesi.

Il provvedimento assegna al Dipartimento dell’Interno 30 giorni per aggiornare il Geographic Names Information System (GNIS), l’archivio ufficiale dei nomi geografici degli Stati Uniti, che definisce gli standard per le mappe federali.

Google ha adeguato le proprie mappe in base alle fonti governative statunitensi: gli utenti di Google Maps negli Stati Uniti vedono la dicitura “Lago America”, mentre chi accede dal Canada continua a visualizzare “Lago Ontario”. Per utenti esterni a Usa e Canada vengono mostrati entrambi i nomi. Sul motore di ricerca compaiono entrambe le etichette, ad esempio “Lake Ontario (Lake America)”.

Il governo canadese non è obbligato a riconoscere la nuova denominazione e le autorità di Ottawa hanno respinto la decisione. Sulla sponda canadese del lago è stato installato un grande cartello recante la scritta “Lago Ontario. Ora e per sempre”, inaugurato alla presenza del premier dell’Ontario, Doug Ford. Ford ha ricordato che il lago si chiamava Ontario “molto prima” dell’ordine e ha sostenuto che continuerà a chiamarsi così anche dopo.

Anche il primo ministro canadese Mark Carney ha preso posizione: ha dichiarato che le cose devono essere chiamate con il loro nome e che il lago si chiama Lago Ontario.

Lo scontro è approdato anche sui social: sono circolati video creati con intelligenza artificiale in cui, tra le altre immagini, Trump abbatte un cartello “Lake Ontario” per sostituirlo con un’insegna “Benvenuti al Lago America” e scene in cui stormi di oche canadesi, rappresentate con la caratteristica acconciatura del presidente e armate, pattugliano le rive.

La Casa Bianca, l’ufficio di Carney e l’ufficio di Ford non hanno rilasciato commenti sulla vicenda.

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