La Procura ha riaperto un fascicolo che riguarda Andrea Sempio, amico di Marco Poggi e già al centro delle indagini sul delitto di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Il nuovo avviso di garanzia che ha rilanciato l’inchiesta era stato notificato oltre un anno fa, riaccendendo un procedimento che originariamente risale a diciotto anni fa.
Classe 1988, Sempio aveva diciannove anni al momento del crimine. Fu ascoltato come testimone in due diverse occasioni: nei giorni immediatamente successivi all’omicidio dichiarò di frequentare la villetta dei Poggi per la sua amicizia con Marco ma di non avere rapporti con Chiara; fu poi nuovamente sentito circa un anno e mezzo dopo.
Tra il 2016 e il 2017 era già stato interessato da ulteriori accertamenti dopo che i legali di Alberto Stasi avevano chiesto verifiche su un dna rinvenuto sotto le unghie della vittima, ritenuto compatibile con quello di Sempio. In una perizia disposta nei gradi di giudizio, però, quella traccia venne giudicata troppo deteriorata per essere considerata scientificamente valida. I difensori di Stasi contestarono tale valutazione, sostenendo una coincidenza tra i profili genetici e segnalando che in alcuni dei nove reperti esaminati il dna risultava “pulito” e leggibile.
All’epoca le accuse nei confronti di Sempio vennero archiviate dalla procura di Pavia, guidata allora da Mario Venditti, che contestò le tesi difensive come prive di consistenza. La riapertura dell’indagine ha suscitato reazioni difensive immediatamente chiare: l’avvocato Massimo Lovati, difensore di Sempio, dichiarò che “Il mio assistito è allibito e sconvolto”.
Il ritorno dell’indagine porta ora verso l’ipotesi di un nuovo processo per omicidio, mentre il caso continua a produrre sviluppi e a tenere aperti interrogativi sulle indagini svolte negli anni.