Milano in rosso: tech e banche trascinano giù il listino mentre i rendimenti sovrastano i mercati

MILANO — Le Borse europee hanno chiuso la seduta del 22 ottobre in affanno, con Piazza Affari particolarmente sotto pressione per il peggioramento del mercato obbligazionario e i timori legati a geopolitica e intelligenza artificiale.

La giornata è iniziata con segnali positivi dai risultati di SpaceX e Meta, ma l’effetto si è dissolto rapidamente. A pesare sono state le tensioni nel Golfo Persico, le preoccupazioni per i futuri rincari dei tassi decisi dalle banche centrali e i rendimenti dei titoli di Stato in forte rialzo.

Sul fronte dei titoli di Stato il decennale italiano ha oscillato attorno al 4,6% (in alcune rilevazioni al 4,63% e fino al 4,67%), mentre l’Oat francese ha superato il 5% arrivando fino al 5,11%-5,13%. Il Bund tedesco si è avvicinato al 4%, accentuando la pressione sugli spread: il differenziale tra Btp e Bund ha viaggiato tra i 119 e i 127 punti, attestandosi intorno a 125-126 punti nelle varie rilevazioni della giornata. Lo spread Oat-Bund è salito fino a 173 punti.

Piazza Affari ha avviato la seduta in calo: alle 9:09 il Ftse Mib segnava -0,91% a 49.191 punti. La perdita si è poi accentuata fino a oltre l’1,7% e, in alcuni momenti, al 2%. Nel corso della mattinata il listino ha toccato ribassi superiori al 2%, per poi attestarsi alle 13:16 su un -1,6%.

A soffrire sono stati i titoli tecnologici e alcuni industriali: Technoprobe e Prysmian hanno registrato i cali più ampi (entrambe intorno al -4,34% nelle rilevazioni successive), seguite da Stm (circa -3,7%). Settore bancario sotto vendita con Intesa in perdita del 2,75%, Unicredit -2,66%, Banco Bpm -2,63% e Mps -2,52%. Tra i pochi segni positivi si sono distinti Avio (+1,91%), Inwit (+1,53%) e Leonardo (+1,5%).

Anche gli altri listini europei hanno chiuso in rosso: Francoforte ha ceduto intorno allo 0,9%, Parigi l’1,3% e Madrid l’1,4%; Londra ha limitato i ribassi a circa lo 0,4%.

Mercati energetici e materie prime hanno rispecchiato la tensione: il Brent è salito a 111,14 dollari al barile (+2,13%) e il Wti a 99,02 dollari (+1,92%). Allo stesso tempo il gas al Ttf di Amsterdam ha segnato un aumento di circa il 2% a 89,5 euro per megawattora.

Sui mercati asiatici la seduta era già stata negativa, con Seoul a -3,75%, Tokyo -2,55%, Hong Kong -3,17%, Shanghai -1,5% e Shenzhen -2,67%. I produttori sudcoreani di chip sono stati tra i più colpiti dal calo del settore tecnologico; anche i futures su Wall Street e sugli altri listini europei sono apparsi in flessione.

In questo contesto il Tesoro ha continuato l’offerta dei titoli Btp Valore e Btp Valore Insieme: nel quarto giorno il Btp Valore ha raccolto un altro miliardo dai piccoli risparmiatori ed era disponibile fino al giorno successivo alle 13:00 salvo chiusura anticipata. Circa 400 milioni provenivano dall’opzione Btp Valore Insieme. In una rilevazione delle 10:45 il Btp Valore aveva superato i 600 milioni con oltre 18.000 contratti, mentre il Btp Valore Insieme aveva raggiunto circa 220 milioni con oltre 8.900 contratti.

Tra le notizie societarie di giornata, Pirelli ha annunciato un accordo con Bkt per rafforzare la presenza in India. L’intesa prevede la produzione di 800.000 pneumatici Premium car a marchio Pirelli in un nuovo impianto dotato di tecnologie avanzate entro il 2030. Successivamente, a certe condizioni e in una seconda fase, è prevista la possibile costituzione di una joint venture paritetica per un sito produttivo dedicato ai pneumatici car High Value a marchio Pirelli e Bkt, destinati al mercato indiano e ad altri mercati internazionali.

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