ROMA — Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi un decreto legge con misure urgenti per autotrasporto, agricoltura e pesca per un ammontare complessivo attorno ai 550 milioni di euro. Le misure prevedono, tra l’altro, il rifinanziamento del credito d’imposta, incrementi al bonus sul gasolio e la sospensione per cinque mesi delle rate dei leasing dei mezzi.
La decisione del governo è arrivata dopo giorni di blocchi e presidi di camion e mezzi agricoli che hanno creato difficoltà alla circolazione e agli approvvigionamenti in diverse regioni del Sud. Gran parte dei picchetti si sono sciolti a seguito degli impegni presi dall’esecutivo, ma permangono criticità soprattutto nelle direttrici A1 e A30.
Il viceministro dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha riferito che la Commissione di Garanzia degli scioperi aveva sollecitato la valutazione della precettazione. Palazzo Chigi ha deciso tuttavia di attendere gli effetti dei nuovi stanziamenti: se i presidi non verranno rimossi la precettazione «diventerà inevitabile», ha spiegato Rixi, sottolineando che «i servizi pubblici sono a rischio in alcune aree del Paese».
La premier Giorgia Meloni, al termine del Cdm, ha rilanciato l’intesa siglata con le associazioni degli autotrasportatori e ha assicurato che le risorse «stanno già arrivando». Tra le misure indicate dalla presidente del Consiglio c’è l’erogazione dell’acconto sul credito d’imposta per il gasolio relativo al periodo marzo-agosto 2026, lo sblocco dei pagamenti arretrati per il trasporto via mare a partire da novembre e il rifinanziamento del credito d’imposta per settembre-ottobre 2026 con un incremento di 106 milioni rispetto ai 434 già stanziati.
Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha precisato che il decreto contiene 60 milioni di euro destinati al carburante agricolo, da erogare attraverso Agea. Secondo il ministro, questi fondi garantiranno l’acquisto di 121 milioni di litri con un contributo fino a 0,45 euro al litro e copriranno i rifornimenti fino al 15 ottobre, ristorando le aziende che hanno già acquistato carburante.
La riunione del Cdm è durata circa 20 minuti; a breve è stata indetta una conferenza stampa a Palazzo Chigi per illustrare i dettagli delle misure.
Impatti sul territorio
Le ripercussioni della protesta si sono fatte sentire su più fronti. In Calabria, alcuni sindaci hanno disposto la chiusura delle scuole in paesi come Acquappesa, Guardia Piemontese e Belvedere Marittimo; a Grisolia e Cetraro il trasporto scolastico è sospeso fino a nuovo avviso. Anche a Buccino (Campania) un istituto ha temporaneamente chiuso per l’impossibilità di garantire il servizio di trasporto.
Nel Potentino la carenza di carburante ha determinato la sospensione della raccolta rifiuti in comuni quali San Fele, Ruvo del Monte e Rapone; a Maratea è garantito solo il servizio minimo essenziale. L’Ordine dei Medici di Napoli e provincia ha avvertito del rischio per i soccorsi e la continuità delle cure, con difficoltà nell’approvvigionamento di carburante per ambulanze e per gli spostamenti degli operatori sanitari.
Negli approvvigionamenti alimentari si registrano situazioni differenziate: a Reggio Calabria alcune catene della grande distribuzione hanno iniziato a rifornire gli scaffali con frutta, verdura, carne e pesce; rimangono carenze limitate di acqua, farina e latte. Ischia e Procida hanno subito forti riduzioni nelle corse marittime, in parte dovute anche al maltempo, e sono stati programmati razionamenti dei carburanti per gli aliscafi.
Allargamento delle proteste e verifiche giudiziarie
La mobilitazione ha trovato adesioni anche nei porti: numerosi pescherecci dell’Adriatico sono rimasti fermi per protestare contro il caro-gasolio e le politiche europee che, a loro avviso, comprimono l’attività di pesca. A Manfredonia si è svolto un sit-in con oltre un centinaio di pescatori. Confcooperative ha stimato aumenti di spesa importanti per i pescherecci a strascico, citando incrementi significativi del costo del carburante.
La Procura di Napoli ha avviato accertamenti per verificare possibili infiltrazioni criminali nella protesta dei tir. Intanto la Commissione di Garanzia per gli scioperi ha segnalato la gravità dei blocchi che, a suo avviso, stanno compromettendo gli approvvigionamenti di beni di prima necessità e minacciano diritti costituzionali fondamentali.
Situazione regionale e revoche
In Sicilia diversi presidi erano stati revocati dopo tavoli in prefettura: Aias e altre sigle hanno annunciato la revoca dei blocchi a seguito di intese locali; analogamente in Calabria la Fedralog ha sospeso la protesta regionale, mentre gli agricoltori calabresi hanno deciso di proseguire i presidi in più punti della rete viaria. In Campania permangono alcuni presìdi e chiusure di svincoli, malgrado il calo del numero dei camion partecipanti in alcune aree dopo le identificazioni operate dalle forze dell’ordine.
Reazioni delle associazioni economiche
Confindustria ha espresso preoccupazione per la possibilità che «qualcuno si approfitti» della situazione, richiamando la necessità di tutelare i trasportatori che lavorano. Sul territorio vari cittadini, studenti e operatori economici hanno manifestato per chiedere un rapido ritorno alla normalità.