Crollo in miniera artigianale in Centrafrica: oltre 100 morti, ricerche ancora in corso

Una frana in una miniera d’oro artigianale a Zamboyé, nella prefettura della Nana-Mambéré, ha provocato la morte di almeno 100 persone. L’incidente è avvenuto martedì 18 agosto intorno alle 14 locali (le 17 in Italia) e le operazioni di ricerca sono ancora in corso.

La miniera, nota anche come “Moscou Rca”, si trova nella parte occidentale della Repubblica Centrafricana, a ridosso del confine con il Camerun e a circa 50 km dalla città di Baboua. Fonti locali e il governatore della regione Est del Camerun, Gregoire Mvongo, hanno confermato che il sito si trova sul lato centrafricano del confine, smentendo prime ricostruzioni che lo collocavano in territorio camerunese.

I numeri del bilancio variano: un responsabile di un’associazione mineraria ha parlato di oltre 100 vittime, la procura di Baboua ha confermato il crollo senza fornire un conto ufficiale, mentre alcuni organi di stampa camerunesi riportano che sarebbero già stati estratti 107 corpi. Decine di persone risultano ancora disperse.

Secondo testimonianze raccolte, un primo cedimento del terreno avrebbe richiamato sul posto soccorritori e abitanti intervenuti a aiutare le prime vittime; un secondo smottamento avrebbe poi travolto anche questi soccorritori, aumentando il numero dei morti. Le ricerche procedono in condizioni difficili, ostacolate dalla carenza di mezzi ed equipaggiamenti per l’estrazione dei corpi.

Un gruppo di sopravvissuti è stato trasferito e curato all’ospedale di Baboua. Le autorità locali segnalano che il sito minerario ospiterebbe una popolazione di oltre 45.000 persone. Il governatore camerunese Mvongo ha inoltre reso noto che tra le vittime potrebbero esserci tra i tre e i cinque cittadini camerunesi e ha assicurato la collaborazione delle autorità di Yaoundé con quelle centrafricane per la gestione dell’emergenza e l’accesso alle cure per i feriti che attraversano il confine.

Sul piano giudiziario, la procura di Baboua ha aperto un’inchiesta e affidato le verifiche al locale commissariato per accertare il bilancio dei danni, identificare le vittime, stabilire cause ed eventuali responsabilità penali relative al mancato rispetto delle norme di sicurezza o all’attività estrattiva non autorizzata. Il ministro centrafricano delle Miniere, Rufin Benin, si è recato sul posto.

La tragedia ha suscitato dure critiche da parte della società civile centrafricana. Paul Crescent Beninga, portavoce del Gruppo di lavoro della società civile (Gtsc), ha denunciato la scarsa vigilanza delle autorità sui siti estrattivi, soprattutto nella stagione delle piogge, quando aumenta il rischio di cedimenti del terreno.

Incidenti simili nelle miniere artigianali della regione di confine sono ricorrenti: lo scorso giugno un crollo nel sito di Be-Mbari aveva causato diverse decine di morti, a marzo una frana aveva ucciso sette persone nel villaggio di Ngourroum e nel 2021 una serie di smottamenti a Kambele aveva provocato 27 morti in un mese.

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