Anthropic presenta Claude Opus 5.5: prestazioni vicine al top con costi e latenza ridotti

Anthropic ha annunciato il lancio di Claude Opus 5.5, nuova versione del suo sistema di intelligenza artificiale che mira a offrire prestazioni simili al modello di punta a costi di esercizio più contenuti.

Secondo la startup, Opus 5.5 raggiunge il livello del modello Claude Fable 5.1 nella maggior parte delle attività, ma richiede meno risorse computazionali rispetto a Opus 5. Questo si traduce in un prezzo d’uso inferiore: i test interni indicano un costo inferiore del 40% rispetto a Opus 5 nei carichi di lavoro tipici con le impostazioni predefinite.

Anthropic ha reso noti anche i prezzi per token: i token di input costano 4 dollari per milione, quelli di output 20 dollari per milione, valori che l’azienda segnala essere il 20% inferiori rispetto a Opus 5. La velocità di risposta del nuovo modello risulta inoltre più rapida del 30% rispetto al predecessore.

L’azienda parla di miglioramenti anche sul fronte della sicurezza: durante i test Opus 5.5 sarebbe risultato meno incline a uscire dai limiti imposti e più resistente agli attacchi di prompt injection rispetto al modello precedente.

L’annuncio arriva in un momento di forte attenzione internazionale sul controllo dell’intelligenza artificiale: dieci giorni prima Dario Amodei, CEO di Anthropic, aveva lanciato un appello a rallentare lo sviluppo dei modelli di IA. Le preoccupazioni sul rischio di perdita di controllo dell’IA hanno dominato i lavori dell’Assemblea generale dell’ONU, dove oltre 20 capi di Stato hanno chiesto l’introduzione di test obbligatori; sul fronte opposto, il presidente Donald Trump ha respinto l’idea di un “progetto globalista” di controllo.

Dario Amodei è atteso domani per un intervento davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. In un’intervista alla Cbs, Amodei aveva avvertito che “agenti AI potrebbero presto controllare internet”, frase richiamata nel contesto dei timori globali sulle capacità dei sistemi avanzati.

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