Esami di Berlino: sangue di Gianni e Alice Di Vita negativo agli anticorpi della ricina

Gli esami condotti dal Robert Koch Institut di Berlino sui campioni di sangue prelevati a Gianni e ad Alice Di Vita hanno dato esito negativo: nei due campioni non sono stati rilevati anticorpi riconducibili a una precedente esposizione alla ricina.

Le analisi, disposte dalla Procura di Larino, miravano a stabilire se il marito e l’altra figlia di Antonella Di Ielsi fossero entrati in contatto con la medesima tossina che ha provocato la morte di Antonella e della figlia Sara. I prelievi sono stati eseguiti tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, nell’ambito degli accertamenti avviati per ricostruire quanto accaduto nell’abitazione della famiglia durante le festività natalizie.

Il risultato assume rilievo particolare per Gianni Di Vita: quando le condizioni della moglie e della figlia si erano aggravate, l’uomo aveva accusato malori e era stato ricoverato all’ospedale Spallanzani di Roma. Gli accertamenti di Berlino, tuttavia, non hanno rilevato nel suo sangue gli anticorpi ricercati.

Parallelamente alle prove tossicologiche, la Procura ha intensificato gli approfondimenti informatici. La Squadra mobile della Questura di Campobasso ha sequestrato a Gianni Di Vita un computer desktop marca Lenovo e dieci pen drive. Proseguono anche le audizioni delle persone informate sui fatti, tra cui Alice Di Vita.

La procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha precisato che non risultano, allo stato, comunicazioni che indichino alimenti vettore positivi alla ricina né comunicazioni scritte sulle eventuali positività anticorpali per Gianni e Alice. Ha inoltre riferito che il quesito è stato posto al team tossicologico italo‑tedesco e che l’esame è particolarmente impegnativo: sono attese due risposte. Al momento, ha ribadito, non risultano indagati.

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