La Direzione distrettuale antimafia di Ancona ha coordinato un’operazione della Guardia di Finanza che ha portato all’iscrizione di 51 persone nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta denominata “Ricostruzione”. Otto persone sono state colpite da misure di custodia cautelare in carcere; per altre cinque è stato disposto l’interrogatorio preventivo.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’indagine riguarda presunte irregolarità nella gestione dei fondi destinati alla ricostruzione privata dopo il terremoto del 24 agosto 2016 e negli appalti pubblici banditi dalla Regione Marche, dall’Erdis Marche e dall’Università di Camerino.
Gli accertamenti, spiegano gli investigatori, hanno evidenziato un presunto sistema illecito articolato su più filoni. Il primo riguarda presunte truffe aggravate finalizzate all’ottenimento di finanziamenti pubblici per il recupero di immobili danneggiati dal sisma, con parte dei lavori successivamente affidati in subappalto a imprese o soggetti ritenuti vicini alla criminalità organizzata di matrice calabrese e campana.
Un secondo filone contestato riguarda presunti episodi di corruzione legati all’assegnazione di appalti pubblici, con rapporti tra imprenditori e pubblici ufficiali coinvolti nelle procedure di affidamento.
Nell’ambito dell’operazione sono state eseguite oltre 50 perquisizioni in tredici province italiane e il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ancona ha disposto il sequestro di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo superiore a 57 milioni di euro.