Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto pubblicamente l’indizione di nuove elezioni in Ucraina e ha messo in discussione la permanenza al potere di Volodymyr Zelensky, accusandolo di ostacolare un accordo di pace con la Russia.
Le affermazioni sono arrivate alla Casa Bianca poco prima della partenza di Trump per un comizio in Tennessee. «Credo che sia arrivato il momento che l’Ucraina abbia un nuovo presidente», ha detto il presidente americano, aggiungendo che gli ucraini dovrebbero trovare un leader capace di raggiungere un accordo. Trump ha pronunciato le dichiarazioni parlando con i giornalisti sabato 10 ottobre, dopo un colloquio telefonico avuto il giorno precedente con Vladimir Putin.
Secondo Trump, la Russia sarebbe disponibile a negoziare e sarebbe Putin, non Zelensky, a volere un accordo. Ha anche rimproverato il presidente ucraino per avere colpito raffinerie russe nonostante, a suo dire, gli fosse stato chiesto di evitarle, e ha sollecitato gli ucraini a indire elezioni per risolvere la situazione.
Le parole del presidente Usa arrivano nel pieno dello scontro diplomatico esploso dopo la decisione americana di allentare le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo. Zelensky aveva criticato duramente quella scelta, sostenendo che i ricavi energetici potrebbero permettere a Mosca di finanziare la guerra.
Kiev ha replicato con fermezza. Il ministro degli Esteri Andriy Sybiha ha difeso il ruolo di Zelensky, sottolineando che il presidente guida la nazione in tempo di guerra e che «sono gli ucraini ad avere il diritto di decidere» chi li governa.
Esiste tuttavia un ostacolo giuridico alla richiesta di Trump: la legge ucraina sul regime giuridico della legge marziale vieta l’organizzazione di elezioni presidenziali, parlamentari e locali durante la sua applicazione. La legge marziale è in vigore dal 24 febbraio 2022 ed è stata prorogata fino al 31 ottobre 2026 dall’ultimo provvedimento parlamentare. Zelensky è stato eletto nel 2019 per un mandato di cinque anni; le successive elezioni presidenziali, previste nella primavera del 2024, non si sono svolte a causa della guerra e delle disposizioni sullo stato di emergenza. L’articolo 108 della Costituzione ucraina stabilisce inoltre che il presidente rimanga in carica fino all’insediamento del successore eletto. A ciò si aggiungono difficoltà pratiche: territori occupati, milioni di sfollati e numerosi cittadini all’estero rendono complessa l’organizzazione di un voto.
Intanto sul terreno la situazione resta grave. In un post su X il presidente Zelensky ha denunciato attacchi russi notturni che avrebbero colpito 13 regioni e causato, secondo il suo messaggio, 12 morti — tra cui tre bambini — e 14 feriti, con ricerche in corso. In un altro aggiornamento, le autorità locali hanno riferito che un bombardamento su Zaporizhzhia ha provocato almeno 20 morti, tra cui tre bambini. Zelensky ha attribuito agli attacchi anche conseguenze sulle infrastrutture e sulla rete ferroviaria.
Sul fronte diplomatico, gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner hanno incontrato a Miami rappresentanti ucraini ed europei per discutere una proposta di pace. L’annuncio sull’accordo per il diesel è arrivato mentre erano in corso questi colloqui, suscitando sorpresa a Kiev.