A New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato l’omologo iraniano Abbas Araghchi. L’incontro — riferito dallo stesso Tajani — ha posto al centro la disponibilità dell’Iran al confronto diplomatico ma anche la sua preparazione a uno scontro militare.
Tajani ha detto che Araghchi gli ha ribadito la volontà di favorire la diplomazia, ricordando però che l’Iran “non hanno paura di un confronto anche militare”. Nel colloquio sono stati affrontati i negoziati per la riapertura dello Stretto di Hormuz: Tajani ha richiamato il memorandum dello scorso giugno come prova che un’intesa è possibile e ha assicurato l’impegno italiano a sostenere ogni passo utile alla piena ripresa della libertà di navigazione e alla fine del conflitto.
Il ministro ha poi ampliato la discussione ai fronti libanese e yemenita, sottolineando l’importanza di garantire il passaggio dei mercantili nello Stretto di Bab el-Mandeb per le esportazioni italiane. Tajani ha dichiarato di aver incoraggiato l’Iran “a esercitare la propria influenza per favorire soluzioni politiche e diplomatiche che portino pace e stabilità nella regione”.
Sul piano internazionale, Tajani ha ricordato l’importanza dell’adempimento degli obblighi contro la proliferazione nucleare e ha richiamato il rispetto dei diritti umani e delle libertà personali, con particolare riferimento alle donne. Oggi il ministro interverrà all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.