Riad sotto attacco e tensione regionale: Riyadh colpita da un tentativo Houthi, Trump tra minacce e aperture diplomatiche

Un tentativo di attacco balistico contro Riyadh ha segnato una nuova escalation nel confronto che coinvolge Iran, i suoi gruppi sostenuti e i Paesi del Golfo. L’Arabia Saudita ha confermato che i ribelli Houthi dello Yemen hanno cercato di colpire la capitale, il primo episodio del genere dall’aumento delle ostilità collegate a Teheran.

La notizia arriva in una giornata di intensi contatti e messaggi diplomatici. Il presidente statunitense Donald Trump, in un’intervista a Fox News, ha detto di trovarsi in una “fase decisionale” sulle prossime mosse verso l’Iran e ha avvertito Teheran a comportarsi bene; ha inoltre dichiarato che gli Houthi “hanno accettato di non combattere gli Usa” e si è detto aperto a un incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, dopo che Teheran ha trasmesso via mediatori una lista di richieste per porre fine al conflitto.

A livello diplomatico, il Dipartimento di Stato Usa ha emesso un’allerta per i cittadini in Medio Oriente, avvertendo del rischio di una “rapida escalation” delle ostilità che può provocare cancellazioni di voli, chiusure dello spazio aereo e interruzioni nei collegamenti. Anche l’ambasciata americana a Gerusalemme ha chiesto agli americani di aumentare il livello di vigilanza.

Dal canto suo, il comando centrale delle forze armate iraniane Khatam Al-Anbiya ha messo in guardia Washington, dichiarando che, in caso di nuovi attacchi contro la Repubblica Islamica, tutte le basi e gli interessi statunitensi nella regione potrebbero diventare bersaglio di attacchi ripetuti. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha ribadito che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso finché le condizioni indicate da Teheran non saranno rispettate.

Il clima di avvertimenti e mosse sul terreno si è tradotto anche in iniziative politiche e di sicurezza: il direttore della Cia, John Ratcliffe, ha incontrato al Cairo il presidente Abdel Fattah al-Sisi e il capo dei servizi egiziani Hassan Rashad per discutere dei conflitti in Iran, della Striscia di Gaza, del Sudan e delle minacce alla sicurezza marittima, in particolare dopo gli attacchi contro Paesi del Golfo. Il presidente egiziano ha sottolineato la necessità di soluzioni politiche e diplomatiche.

Anche l’Italia si è mossa sul tema della protezione delle rotte commerciali: il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che Roma non è in guerra con gli Houthi ma deve garantire la sicurezza della rotta del Mar Rosso, attraverso la missione europea Aspides, definita difensiva. Tajani ha ricordato l’importanza strategica del corridoio marittimo, dove transitano gran parte dell’export italiano verso l’Asia, e ha auspicato il rafforzamento della missione.

Sul terreno, la regione ha registrato altri segnali di instabilità. Nei pressi dell’aeroporto internazionale di Erbil si è verificata un’esplosione che ha sollevato un denso fumo grigio; la causa non è ancora nota. Media curdi riferiscono che gli Stati Uniti avrebbero distrutto munizioni nella zona. Le forze della coalizione guidata da Washington, presenti in Iraq e in Siria dal 2014 per contrastare l’Isis, hanno già lasciato altre basi e la loro permanenza in Iraq è prevista terminare il 30 settembre secondo l’accordo fra Baghdad e Washington del 2024.

La crisi si riflette anche nel conflitto israelo-palestinese: il ministero della Salute di Gaza ha segnalato che quattro persone, tra cui una bambina di 10 anni, sono state uccise in attacchi israeliani. L’escalation ha generato tensioni anche in Cisgiordania, dove sono proseguiti scontri e arresti, e ha spinto Hamas a intensificare i contatti con mediatori per denunciare le violazioni della tregua.

Il Cairo ha condannato con fermezza gli attacchi Houthi contro Riad, definendoli una violazione della sicurezza e della stabilità dell’Arabia Saudita. Intanto, il clima di allarme internazionale ha portato a una serie di misure preventive e richieste di prudenza da parte delle diplomazie, mentre gli attori regionali e globali continuano a scambiarsi avvertimenti e proposte di mediazione.

ARTICOLI CORRELATI

Incidente durante le prove nel Golfo di Napoli: GB1 urta la chase boat di Alinghi, lievi danni al timone

Incidente nel Golfo di Napoli: il Challenger GB1 ha urtato la barca di supporto del Tudor Team Alinghi durante le prove. Lievi danni al timone; un ferito lieve.

Montalcino: nozze riservate per Damiano David e Dove Cameron, poi festa al resort

Damiano David e Dove Cameron si sono sposati il 24/09/2026 a Montalcino: cerimonia intima con circa 30 persone, testimoni Jacopo e un'amica, ricevimento a Castiglion del Bosco.

Susan Sarandon fermata a New York durante una protesta contro la presenza di Netanyahu all’Onu

A New York Susan Sarandon è stata fermata mentre partecipava a una manifestazione contro la presenza di Benjamin Netanyahu all'Onu; con lei anche due altri arresti.

Decine di delegati abbandonano l’Assemblea Onu durante il discorso di Netanyahu

24/09/2026 - All'Assemblea Generale Onu a New York decine di delegati hanno lasciato l'aula durante il discorso di Netanyahu, tra fischi e cori pro‑Palestina.