New York, 24 settembre 2026 — Decine di rappresentanti diplomatici si sono alzati e hanno lasciato l’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel momento in cui il premier israeliano Benjamin Netanyahu è salito al podio. La protesta è stata accompagnata da fischi e cori pro‑Palestina e ha lasciato la sala visibilmente diradata.
Netanyahu ha replicato duramente all’uscita dei delegati, definendo chi ha lasciato “un codardo morale” e invitando eventuali altri presenti ad andarsene. Ha inoltre bollato la protesta come “ipocrisia sconcertante”, sostenendo che gli attacchi alle capacità nucleari dell’Iran hanno difeso anche Paesi i cui rappresentanti avevano abbandonato la seduta e che, in privato, i loro leader ringraziano Israele.
Nel corso del discorso il premier ha rivendicato le operazioni militari successive al 7 ottobre 2023 e ha paragonato quell’attacco a “16 volte l’11 settembre”. Ha poi respinto le accuse di genocidio a Gaza definendole “la più grande bugia del secolo” e, a supporto del suo racconto, ha mostrato un cercapersone come simbolo dell’operazione contro Hezbollah.
La missione palestinese aveva invitato le delegazioni a un walkout collettivo. L’episodio è stato interpretato come conferma dell’isolamento diplomatico di Israele in sede Onu.