Un massiccio attacco di droni nella notte ha investito diverse regioni russe, compresa la capitale, nel terzo e ultimo giorno delle elezioni per la Duma di Stato. Le autorità russe e il governo ucraino si sono scambiati accuse su responsabilità e obiettivi, mentre si registrano vittime e danni a infrastrutture civili e industriali.
Il sindaco di Mosca, Serghei Sobyanin, ha scritto su Telegram che sono stati respinti “oltre 1.600 droni” su tutte le linee del fronte e che 450 di questi erano diretti verso la capitale. Sobyanin ha definito l’azione il più grande attacco di droni mai sferrato contro Mosca, affermando che diversi velivoli hanno però raggiunto la raffineria di Kapotnya e che uno ha colpito un edificio residenziale.
Il governatore della regione di Mosca, Andrei Vorobyov, ha fornito prima un primo bilancio di due morti e poi, in aggiornamento, ha indicato tre vittime per gli attacchi ucraini nella notte. Le forze di difesa aerea russe hanno descritto a più riprese di aver abbattuto centinaia di droni: la difesa regionale ha parlato di 249 velivoli neutralizzati in 17 distretti tra le 3 e le 5 del mattino, mentre il ministero della Difesa ha poi dichiarato di aver abbattuto 1.951 droni e otto missili da crociera nelle ultime 24 ore.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato le operazioni in profondità sul territorio russo e ha affermato che sono stati colpiti “uno dei principali impianti dell’industria petrolifera russa” e una struttura logistica. Zelensky ha elencato svariati sistemi impiegati dall’Ucraina e ha chiesto a Mosca di scegliere la pace, ringraziando le forze ucraine per la precisione degli attacchi.
Tra le conseguenze pratiche degli attacchi, a Mosca è stata limitata la vendita di benzina nelle stazioni di proprietà di Gazprom Neft a 30 litri per veicolo, mentre circa trenta voli diretti agli aeroporti moscoviti sono stati dirottati su altri scali, tra cui San Pietroburgo, a causa dell’allarme e dei danni agli aeroporti.
Nel contesto elettorale, le autorità russe hanno denunciato anche attacchi informatici: Ella Pamfilova, presidente della Commissione elettorale centrale, ha parlato di oltre 1.000 attacchi DDoS contro le infrastrutture elettorali e di 124 tentativi diretti al sistema di voto elettronico da remoto. Testate indipendenti come Meduza e SotaVision hanno segnalato malfunzionamenti nel sistema che avrebbero portato, in molti seggi di Mosca, alla sospensione della distribuzione delle schede cartacee e alla proposta di voto solo in modalità elettronica.
Il ministero della Difesa russo ha inoltre annunciato attacchi contro obiettivi in Ucraina, tra cui un magazzino del produttore di droni Fire Point nella regione di Kiev e una nave da carico nel porto di Odessa, affermando che tali strutture sarebbero state impiegate per spedizioni militari.
Le informazioni sul campo sono state aggiornate più volte durante la giornata: oltre al contrasto sulle responsabilità, si registrano ripetute segnalazioni di vittime civili in territorio ucraino per raid russi — tra cui la morte di civili a Hlevakha e altri attacchi che hanno causato vittime e danni in diverse regioni — mentre le autorità russe continuano a sostenere di aver neutralizzato la maggior parte delle minacce dirette alla capitale.