I leader delle principali aziende di intelligenza artificiale sono intervenuti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, convocato a margine della settimana dell’Assemblea Generale dell’Onu, per sollevare l’allarme sulla necessità di norme e misure di sicurezza condivise a livello internazionale.
Tra i partecipanti c’erano Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, Dario Amodei, ceo di Anthropic (intervenuto in videocollegamento), e Clément Delangue, co‑fondatore di Hugging Face. Al centro del briefing il possibile impatto dell’IA sulla sicurezza internazionale e l’urgenza di definire regole comuni tra governi, aziende e organismi multilaterali.
Amodei ha sottolineato che la questione non può essere affrontata solo a livello nazionale o dalle singole imprese, affermando che “serve una collaborazione tra i governi di tutto il mondo”. Ha indicato come rischi concreti l’uso improprio dei modelli, ad esempio da parte di bioterroristi per creare armi biologiche, e la perdita di controllo qualora le capacità dei sistemi evolvessero più rapidamente della possibilità di governarle.
Il ceo di Anthropic ha inoltre detto che tali questioni riguardano l’umanità intera e dovrebbero essere discusse dal Consiglio di Sicurezza, non soltanto dai ministeri economici o dalle autorità competenti per le tecnologie dell’informazione. Ha ribadito che la sicurezza deve avere priorità rispetto alla velocità dello sviluppo e che, se necessario, l’industria “rallenterà quanto necessario” per garantire che l’IA sia sicura.
Anche Sam Altman ha richiamato alla prudenza, affermando che “il momento richiede estrema cautela”. Ha avvertito contro il correre rischi tecnologici eccessivi per non frenare benefici ritenuti troppo importanti, e ha descritto l’approccio di OpenAI come una via di mezzo tra ottimismo cieco e visioni apocalittiche. Altman ha infine sostenuto che, per garantire la democrazia nell’adozione dell’IA, le decisioni principali non possono essere prese esclusivamente dai laboratori di San Francisco.
Il confronto al Consiglio di Sicurezza ha dunque posto il tema della necessità di standard universali e di sistemi di sicurezza globali per regolare lo sviluppo e l’impiego dei nuovi modelli di intelligenza artificiale.