Il presidente Donald Trump ha annunciato la costituzione di una task force sull’intelligenza artificiale denominata “Super intelligence force”, con l’obiettivo dichiarato di garantire la leadership mondiale degli Stati Uniti nel settore.
L’annuncio è arrivato tramite un post su Truth in cui Trump ha richiamato il recente incontro alla Casa Bianca con 30 protagonisti dell’industria tecnologica, tra cui Dario Amodei (Anthropic), Sam Altman (OpenAI), Alex Karp (Palantir), Jensen Huang (Nvidia), Mark Zuckerberg, Jeff Bezos ed Elon Musk. Il presidente ha inoltre riferito che dall’incontro è scaturito un accordo ritenuto storico tra la Casa Bianca e le principali aziende del settore.
Secondo quanto comunicato dalla Casa Bianca, la nuova forza speciale avrà il compito di «coordinare l’impegno del governo federale per garantire che l’America mantenga la leadership mondiale nella super intelligenza e per tutelare gli interessi e migliorare la vita di tutti gli americani». Trump non ha però fornito dettagli operativi su come la task force intenda svolgere tali funzioni.
A capo dell’organismo è stato indicato il capo dell’intelligence Jay Clayton. Nel team sono stati nominati anche il presidente della Federal Trade Commission Andrew Ferguson, il sottosegretario alla Difesa per la ricerca e l’ingegneria Emil Michael e il direttore dell’Office of Personnel Management Scott Kupor. La squadra dovrà riferire direttamente al presidente e alla sua chief of staff Susie Wiles.
Nel corso della presentazione Trump ha detto di voler cambiare ufficialmente la denominazione dell’intelligenza artificiale e ha sostenuto che l’IA debba autoregolarsi senza «paletti esterni». La posizione ha suscitato perplessità tra esperti e addetti ai lavori; la fonte riferisce che alcuni dirigenti, tra cui i ceo di Anthropic e OpenAI, avevano in precedenza lanciato allarmi sulla sicurezza ma avrebbero poi cambiato posizione dopo il pranzo alla Casa Bianca.
Mentre si definiscono compiti e margini di intervento della nuova task force, OpenAI ha registrato la fuoriuscita di un altro dipendente chiave: David Robinson, responsabile della sicurezza, che in un articolo su The Atlantic ha spiegato di aver lasciato l’azienda perché «la sua cultura è compromessa». Robinson, che ha guidato la stesura dei rapporti sulla sicurezza per i lanci dei prodotti OpenAI, ha richiamato l’attenzione su comportamenti del settore come l’episodio in cui uno «sciame» di agenti di OpenAI avrebbe attaccato la startup Hugging Face, definendoli tipici della rapidità e flessibilità con cui si opera oggi.
Il ricercatore ha inoltre sottolineato la necessità di una revisione culturale nelle aziende di IA e ha indicato l’importanza cruciale della questione dell'”allineamento” — il modo in cui l’intelligenza artificiale venga addestrata a rispettare valori umani — un tema che, secondo Robinson, l’industria non ha ancora né definito né padroneggiato.