Da lunedì 28 settembre Eni ha applicato un tetto ai prezzi sulla propria rete: benzina a 1,99 euro al litro e gasolio a 2,19 euro al litro. La misura ha subito provocato lunghe code in diversi distributori e alcuni impianti sono già rimasti a secco, con segnalazioni anche da una stazione in via Colombo a Napoli.
Anche Ip, controllata da Socar, ha annunciato l’adozione dello stesso tetto prezzo. L’iniziativa parte da circa 300 pompe e verrà estesa progressivamente in base a una valutazione delle aree di mercato, con l’obiettivo dichiarato di tutelare la filiera distributiva. Nella nota di Socar si sottolinea inoltre che la compagnia azera ha formalizzato una partnership strategica con la FIGC dal 1 gennaio 2027 al 31 dicembre 2030, con possibilità di estensione.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) segnala che oggi il prezzo medio alla rete in modalità self service è pari a 2,152 euro al litro per la benzina (2,159 ieri) e 2,369 euro per il gasolio (2,377 ieri). Sulla rete autostradale il self segnala 2,214 euro per la benzina (2,254 ieri) e 2,420 euro per il gasolio (2,459 ieri).
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la scelta di Ip «un segnale importante», ringraziando il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev e il presidente di Socar, Rovshan Najaf, e assicurando che il governo continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il potere d’acquisto.
Scontro con le associazioni di categoria: la Faib Confesercenti, tramite il presidente regionale Federico Valacchi, accusa il governo di aver affidato all’Eni il compito di calmierare i prezzi invece di tassare gli extraprofitti, ciò che a suo avviso penalizzerebbe i gestori delle altre compagnie. Le associazioni denunciano inoltre il rischio di concorrenza sleale dato il controllo pubblico di Socar su Ip.
All’interno della rete Eni non mancano riserve: i gestori avvertono che se i listini al pubblico calano senza adeguare i prezzi all’ingrosso praticati ai benzinai convenzionati, i margini dei gestori potrebbero risentirne. Le associazioni chiedono tutele scritte; Eni assicura che compenserà i costi conseguenti alla misura.
La Figisc-Confcommercio richiama l’esperienza francese, dove un’iniziativa analoga di TotalEnergies ha suscitato proteste dei gestori indipendenti e problemi di scorte; a luglio i gestori francesi presentarono un esposto all’Antitrust.
Assopetroli-Assoenergia accoglie con favore le iniziative di Eni e Socar-Ip ma chiede che le misure siano estese anche alle vendite all’ingrosso per raggiungere famiglie e imprese ancora escluse e garantire concorrenza equilibrata. L’associazione sollecita il governo ad aprire subito un confronto con l’intera filiera distributiva.
Sul fronte dei trasporti Assotir ha presentato un pacchetto di richieste al governo: aggiornamento immediato dei valori minimi di riferimento dei costi di esercizio per le imprese, applicazione delle norme già esistenti a tutela dei trasportatori — compresa la clausola di adeguamento automatico del prezzo del gasolio — attivazione della Consulta dell’Autotrasporto e l’introduzione di una tassa sugli extra-profitti delle compagnie energetiche da destinare al sostegno del comparto. Il tutto mentre il governo si dice pronto a eliminare lo sconto sulle accise sui carburanti.
In assenza di risposte, il Comitato autotrasportatori siciliani ha proclamato il fermo dei trasporti: i semirimorchi non saranno movimentati nei porti della Sicilia dalle 00.01 del 16 ottobre fino alla mezzanotte del 20 ottobre. Il coordinatore Salvatore Bella ha annunciato che i mezzi rimarranno fermi nei piazzali finché il governo non fornirà risposte.