Venerdì 16 ottobre studenti, docenti e attivisti per il clima si sono mobilitati in numerose città italiane in una giornata che ha unito proteste contro le politiche scolastiche del governo e lo sciopero globale per il clima.
La mobilitazione segue giorni segnati da un’ondata di occupazioni in molte città, con presidi e cortei previsti in diverse piazze. A Milano, Napoli, Torino, Genova, Bologna e Roma si segnalano sia manifestazioni studentesche sia presenze del personale scolastico in sciopero.
A Roma decine di istituti risultano coinvolti: tra questi il Cavour, il Tullio Levi-Civita, il Di Vittorio-Lattanzio, il Montessori, l’Enzo Rossi, il Machiavelli, il Newton e il Kant. È previsto un corteo studentesco con partenza alle 9.30 da piazza Cavour; il collettivo Osa ha inoltre organizzato un preconcentramento alle 8.30 in piazza dell’Esquilino con arrivo nella zona della fermata metro Cavour. Il Coordinamento studentesco autonomo romano denuncia le condizioni di molti edifici scolastici e chiede maggiori investimenti e l’introduzione obbligatoria dell’educazione sessuo-affettiva.
La protesta studentesca in città come Napoli comprende occupazioni in più istituti: tra i licei coinvolti sono citati Umberto I, Sannazaro, Mercalli, Genovesi e Mazzini. A Genova risultano occupati gli istituti Gobetti e Calvino, a Bologna il liceo Laura Bassi; mobilitazioni sono segnalate anche a Milano.
Parallelamente è in corso lo sciopero nazionale di 24 ore proclamato dal Sindacato indipendente scuola e ambiente (Sisa), che convoca docenti, dirigenti e personale Ata, sia di ruolo sia precario. Tra le rivendicazioni del sindacato figurano aumenti salariali di almeno il 20% netto, nuove assunzioni per coprire i posti vacanti, l’istituzione di un ruolo unico dei docenti con uguali orari e retribuzioni dalla scuola dell’infanzia alle superiori e la revisione delle modalità di accesso all’insegnamento. In alcune città i sindacati locali hanno annunciato adesioni: la Cub Sur a Torino e l’Usb Pubblico Impiego Scuola a Livorno.
La giornata di mobilitazione coincide con lo sciopero globale per il clima promosso da Fridays for Future. A Roma il corteo per il clima è fissato alle 17 con partenza dalla Piramide e destinazione il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica; all’evento aderisce anche l’associazione A Sud. A Torino il concentramento di Fridays for Future è previsto alle 9.30 a Palazzo Nuovo, con possibili convergenze tra il corteo per il clima e quello studentesco. Appuntamenti sono segnalati anche a Bologna (ore 10 in piazza Maggiore e presidio alle 18 in piazza Nettuno), a Genova (presidio ore 17.30 in largo Eros Lanfranco), a Firenze (via Cavour alle 11) e a Livorno, dove la protesta ambientale si intreccia con quella del personale scolastico; qui il corteo partirà alle 9 da piazza Cavour per raggiungere gli Orti urbani di via Goito contro la cementificazione.
Le scuole hanno avvertito le famiglie della possibilità di lezioni sospese, orari ridotti e difficoltà nel garantire la sorveglianza degli alunni. L’effettiva partecipazione allo sciopero e l’impatto sulle attività scolastiche saranno verificabili nel corso della giornata.
La vigilia delle mobilitazioni è stata segnata da controlli e tensioni. A Padova la Digos ha eseguito perquisizioni nelle abitazioni di 14 giovani nell’ambito di accertamenti su possibili azioni violente durante le manifestazioni; gli investigatori ritengono siano stati progettati incendi di cassonetti e la partecipazione ai cortei con passamontagna, petardi e fumogeni. Sono stati adottati provvedimenti di prevenzione personale.
A Torino si sono registrate le criticità più gravi: giovedì un gruppo di circa quaranta giovani, alcuni con il volto coperto da passamontagna e maschere, è entrato in tre istituti — il Sella, la scuola Ricardi di Netro e il Bosso-Monti — e, all’arrivo dei carabinieri, alcuni componenti del gruppo avrebbero lanciato sassi, ferendo un militare, con prognosi di dieci giorni. Un ragazzo di 17 anni è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per danneggiamento aggravato; altri 27 giovani sono stati identificati. Momenti di tensione si sono verificati anche davanti all’istituto alberghiero Colombatto, con scontri tra studenti favorevoli e contrari all’occupazione e il lancio di petardi; alla scena erano presenti anche militanti di Azione Studentesca. A Torino risultano circa venti istituti superiori interessati dalle occupazioni e in alcune scuole si segnalano danni ad arredi e computer.
Al centro della mobilitazione studentesca, oltre alla protesta contro il decreto Scuola e la riforma degli istituti tecnici e professionali, ci sono il caro vita, la contestazione dell’allocazione di risorse al riarmo anziché all’istruzione pubblica, il diritto alla casa, le condizioni degli edifici scolastici, la richiesta di maggiori finanziamenti e il contrasto alle discriminazioni. Il collettivo Opposizione studentesca d’alternativa (Osa) ha lanciato il “No Meloni Day”, con cortei e iniziative in diverse città.