Schlein a Parma e Bologna: “Governo fallito sul piano economico e sociale”, serve un’alternativa credibile

Elly Schlein ha fotografato un Paese “in stallo” dopo quattro anni di governo Meloni intervenendo al festival Open di Parma e, in serata, chiudendo la Festa dell’Unità di Bologna. Per la segretaria del Pd l’esecutivo ha fallito sul piano economico e sociale e occorre costruire “un’alternativa solida e credibile” che riporti al centro la questione sociale ed economica.

Schlein ha richiamato dati di Istat ed Eurostat per descrivere l’Italia: oltre tre anni di calo della produzione industriale, salari tra i più bassi d’Europa e una perdita di potere d’acquisto delle famiglie rispetto al periodo della pandemia. Ha definito il costo dell’energia “il più alto d’Europa in assoluto” e ha collocato la crescita italiana, tra lo 0 e l’1%, tra i fanalini d’Europa e in fondo al G20.

La leader dem ha chiesto al governo di indicare a Bruxelles come utilizzare i 14 miliardi di flessibilità per abbassare le bollette di famiglie e imprese. Ha anche annunciato che il lavoro sulla proposta energetica resterà unitario, con Alleanza Verdi e Sinistra già al lavoro su una proposta comune.

Sulla costruzione della coalizione Schlein ha ribadito la priorità del programma: prima il programma, poi i nomi e infine la guida. Ha spiegato che la scelta del leader potrà avvenire “come nei maggiori Paesi europei, dove guida chi ha più consenso”, oppure attraverso primarie, a cui si è detta disponibile. Ha poi ricordato che con il Movimento 5 Stelle il percorso politico si è chiuso quel giorno, ma ha sottolineato la presenza di molte cose condivisibili e l’esistenza di un “cantiere comune” già produttivo, citando come risultati il salario minimo e il congedo paritario del 2023.

Sulla legge elettorale Schlein ha parlato di una norma “pessima” con parametri che definisce incostituzionali: il premio di maggioranza è, a suo avviso, “abnorme” e realizzare di fatto il premierato con una legge ordinaria rappresenterebbe un segnale di debolezza. Ha chiesto che il premier indichi la data delle elezioni: “Deve dire quando si vota, e per me prima è meglio è”, ha affermato, precisando che se non ci sarà un accordo sulla figura del presidente del Consiglio si potranno tenere primarie.

Sul fronte internazionale, Schlein ha ribadito il sostegno all’Ucraina “fino a una pace giusta, che non è una resa all’aggressore” e ha invocato da Bruxelles “una sola voce negoziale” per isolare Putin e assumere un ruolo più forte dell’Unione europea.

Nel pomeriggio a Parma ha difeso la scelta di firmare da sola una lettera a Palazzo Chigi, spiegando che il suo metodo di opposizione affianca a ogni critica una proposta concreta. Tra le richieste avanzate all’esecutivo, quella di usare la flessibilità europea per alleggerire i costi energetici.

La serata bolognese si è svolta in piazza Mediterraneo, al Parco Maurizio Cevenini, per la chiusura della Festa dell’Unità: l’evento è stato sold out, con oltre mille posti a sedere e centinaia di persone in piedi. Schlein ha salutato i volontari e ha abbracciato il sindaco Matteo Lepore, che da due mesi è sotto scorta per minacce ricevute sui social a lui e alla famiglia. In prima fila erano presenti Luigi Tosiani ed Enrico Di Stasi.

Rispondendo alle critiche della premier Giorgia Meloni sui fondi all’università, Schlein ha osservato che gli investimenti in termini assoluti sono cresciuti ma che in rapporto al Pil e al confronto con l’inflazione la spesa è calata: ha definito il Fondo di finanziamento ordinario soggetto a un taglio “sostanziale di circa il 15%”. Analoghe critiche sono state rivolte alla sanità, dove ha denunciato la mancanza di risorse per assumere personale, l’allungamento delle liste d’attesa e una progressiva riduzione della capacità del servizio pubblico.

Sui temi degli stanziamenti la segretaria dem ha contrapposto l’ipotesi politica: se dovesse vincere la destra, ha detto, la spesa militare potrebbe arrivare al 5% del Pil; se a vincere fosse il suo campo, l’obiettivo sarebbe portare la spesa sanitaria al 7% del Pil.

Schlein ha citato l’aumento del prezzo del diesel, che “ieri è arrivato a 2,9 euro”, per accusare il governo di fare propaganda mentre le famiglie sono penalizzate. Sulla natalità ha indicato come priorità il contrasto alla precarietà, collegandolo al decreto del 1° maggio che a suo dire ha aumentato i contratti a termine. Ha inoltre attribuito al Pnrr la maggiore stabilità occupazionale riscontrata tra gli over 50.

Sulla scuola ha definito “incredibile” e “irrealizzabile” l’ipotesi di un tetto per la presenza di bambini stranieri in classe e ha sottolineato che milioni di famiglie faticano a trovare 545 euro per i libri. Ha ricordato l’esistenza di una circolare di 16 anni che prevede una quota del 30% mai applicata e ha segnalato la mancanza di investimenti sull’edilizia scolastica negli ultimi quattro anni. In tema di immigrazione ha criticato la retorica della destra sulla “remigrazione” e ha affermato: “Noi non vediamo stranieri, vediamo bambini e bambine con pari diritto all’istruzione”, arrivando a chiedersi retoricamente “I bambini di troppo dove li mandano? Li scelgono dal colore della pelle?”

Ha poi invitato la premier a dire al ministro Tajani che “non si valuta una donna dalla lunghezza della gonna”. Infine, sulla costruzione dell’alleanza progressista, Schlein ha chiamato a “affinare il programma” prendendo come riferimento l’attuazione della Costituzione articolo per articolo.

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