A Roma, durante la direzione del Partito Democratico, la componente riformista ha scelto di non votare, reclamando chiarimenti sulle regole interne e sulle alleanze future.
La scelta è stata motivata dalla necessità di definire punti fermi sulle procedure e sugli accordi politici, secondo quanto emerso al termine dell’incontro. I riformisti hanno posto il tema come condizione per tornare a esprimersi compatti nelle decisioni della segreteria.
Il ministro Lorenzo Guerini ha commentato l’episodio apprezzando «lo scatto d’orgoglio», ma aggiungendo che la situazione «ancora non va». Il segnale, per Guerini, è un passo in positivo ma non sufficiente a sanare le tensioni interne.
Giorgio Gori ha invece rilanciato la necessità di istituire un doppio turno ai gazebo come elemento decisionale alla base del confronto sulle leadership e sulle scelte di campo del partito.
La mancata partecipazione al voto e le richieste avanzate dai riformisti segnano un momento di tensione nella direzione Pd e pongono l’accento su regole e metodo nella gestione delle alleanze politiche.