Odessa in fiamme: raid e crisi diplomatica, a Bruxelles vertice Ue-Nato con delegazioni di Mosca e Kiev

Odessa è stata colpita da un nuovo attacco che ha causato incendi e ha costretto abitanti a uscire in strada mentre si moltiplicano gli appuntamenti diplomatici in Europa e nel mondo per provare a fermare l’escalation.

A Bruxelles si svolge un incontro che vede coinvolti la Commissione Europea, la Nato e delegazioni di Mosca e Kiev, con la partecipazione tecnica di delegati di Francia, Germania e Regno Unito. Al centro dei colloqui, secondo le comunicazioni ufficiali, temi economici legati ai fabbisogni finanziari dell’Ucraina, ricostruzione e prosperità.

Il vertice a forte trazione economica si terrà a Palazzo Berlaymont e vedrà la presenza di rappresentanti statunitensi, del Consiglio europeo e della Banca Mondiale, senza la partecipazione di figure come Witkoff e Kushner. Per la parte militare è invece previsto, giovedì, un incontro al quartier generale della Nato tra Stati Uniti, vertici dell’Alleanza e il formato E3 — Francia, Germania e Regno Unito — per discutere garanzie di sicurezza a favore di Kiev.

Tra gli sviluppi diplomatici previsti, il 10 e l’11 novembre ad Abu Dhabi è fissato un trilaterale Usa-Russia-Ucraina volto a riaprire formalmente il canale di dialogo. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha invitato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Berlino: Zelensky ha ribadito che, citando un passaggio da lui riportato, “senza l’Europa non può esserci una pace stabile”, escludendo però trasferte a Mosca o a Kiev e definendo inutile un semplice contatto telefonico. Merz ha inoltre convocato un vertice dei Volenterosi per il 19 novembre.

Intanto la Russia ha annunciato che, la scorsa notte, le proprie forze di difesa aerea hanno intercettato e abbattuto 708 droni ucraini su territori di numerose regioni russe — tra cui Belgorod, Bryansk, Kursk, Kaluga, Tula, Ryazan, Oryol, Voronezh, Saratov, Samara, Rostov e Krasnodar — e su aree quali Mosca, Adighezia, la repubblica di Crimea e sulle acque del Mar d’Azov e del Mar Nero.

Sempre nella notte un drone ucraino ha colpito un centro logistico del gruppo Ozon nella Repubblica di Adighezia. La società ha riferito di aver evacuato il personale e che non risultano feriti; è scoppiato un incendio e i soccorsi sono intervenuti sul posto.

A Kiev l’erogazione dell’acqua, interrotta dagli attacchi russi, è stata parzialmente ripristinata: lo comunica l’amministrazione statale della città, precisando che i tecnici stanno lavorando per aumentare la pressione in rete e ripristinare l’erogazione in tutte le zone. A causa della crisi del sistema energetico provocata dai bombardamenti, la circolazione dei mezzi elettrici terrestri nella capitale è stata sospesa e alcune linee di tram e filobus sono coperte temporaneamente con autobus per garantire collegamenti.

Le Nazioni Unite hanno duramente condannato i raid russi che, secondo il segretario generale Antonio Guterres e il portavoce Stephane Dujarric, hanno provocato un “numero record di vittime civili, tra cui numerosi bambini”. L’Onu ha richiamato l’attenzione su attacchi che hanno colpito una struttura sanitaria e un centro di assistenza a Kharkiv e a Dnipro, e sul bombardamento in Zaporizhzhia di una scuola adibita a rifugio e punto di distribuzione di aiuti, dove si contano decine di morti e dispersi. Sempre sugli sviluppi sul terreno, è stato fatto il conto di 33 morti e 50 dispersi in seguito all’ultimo raid a Komyshuvakha.

Il quadro militare si somma a una fitta agenda di esercitazioni e iniziative: la Polonia ospiterà dal 9 al 22 novembre l’esercitazione Koalicja, guidata da Regno Unito e Francia, con circa 2.800 militari provenienti da undici paesi (tra cui Polonia, Germania, Spagna, Turchia, Paesi Bassi e Svezia) per testare schieramento, protezione e rifornimento della neonata Forza multinazionale per l’Ucraina (MNF-U). L’Italia non figura tra i partecipanti, una circostanza che ha sollevato critiche in patria: il vicepresidente del M5S Stefano Patuanelli ha denunciato il rischio che l’Italia resti “relegata al ruolo di spettatrice, pagante peraltro”, mentre il capogruppo Pd Alessandro Alfieri ha sollecitato il governo di Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani a farsi sentire, giudicando l’E3 insufficiente a rappresentare le diverse posizioni europee.

A Bruxelles, la ricerca di un unico negoziatore Ue piace al governo italiano ma incontra forti resistenze: funzionari comunitari hanno definito «quasi impossibile» trovare un nome condiviso con un mandato valido per tutti i ventisette Paesi.

Sul fronte Usa, la First Lady Melania Trump ha annunciato che ospiterà alla Casa Bianca delegati di Russia e Ucraina per fare il punto sugli sforzi negoziali e sul cessate il fuoco; la presidenza americana ha diffuso una nota ufficiale definendo l’iniziativa “senza precedenti” per una First Lady, la quale terrà un discorso pubblico giovedì per illustrare gli sviluppi. Il Cremlino, però, ha frenato: il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato seccamente, riferendo di non essere al corrente dell’iniziativa, «Non so nulla di tutto questo. Non ne sono a conoscenza».

Sullo sfondo restano indiscrezioni internazionali su possibili contatti per un incontro Putin-Trump-Xi a margine del summit Apec di Shenzhen e la convocazione di ulteriori tavoli multilaterali, eventi il cui esito dipenderà anche dagli esiti del voto di metà mandato negli Stati Uniti.

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