Notte di attacchi su più fronti: raid su Kiev, navi in fiamme nel Mar Nero e ondata di droni su Mosca

Un’altra notte di violenza legata al conflitto in Ucraina ha lasciato dietro di sé vittime, incendi e danni su più fronti, tra la capitale ucraina, il Mar Nero e la regione di Mosca.

Le autorità locali di Kiev hanno riferito che gli attacchi russi della notte hanno causato la morte di due persone. L’esercito ucraino ha lanciato un allarme per missili balistici mentre esplosioni sono risuonate in città, secondo un giornalista dell’Afp. Il presidente Volodymyr Zelensky aveva avvertito del rischio di un “attacco massiccio” sulla capitale; negli ultimi giorni sono stati colpiti anche due dei principali ponti urbani. L’operatore energetico Dtek ha introdotto razionamenti dell’elettricità per prepararsi all’inverno.

Nel Mar Nero si sono registrati diversi incidenti. Nei pressi di Sochi una petroliera è stata avvolta dalle fiamme e una colonna di fumo è visibile dalla costa; il Kyiv Post cita segnalazioni che attribuirebbero l’incendio a droni navali ucraini, ma l’identità dell’imbarcazione e le cause non sono state confermate in modo indipendente. Separatamente, il ministero degli Esteri dell’Azerbaigian ha reso noto che una nave mercantile chiamata Royad Mammadov è stata colpita da un drone al largo della Romania: nell’attacco è morto il capitano, cittadino azero, mentre un altro membro dell’equipaggio risulta disperso. Il ministero dell’Interno romeno aveva comunicato che a bordo di quella nave erano stati salvati 11 membri dell’equipaggio e che due erano deceduti; l’imbarcazione è poi affondata nella zona economica esclusiva della Romania, a circa 30 miglia nautiche a sud di Sfantu Gheorghe. Il Ministero della Difesa rumeno non ha fornito chiarimenti sull’ipotesi del drone.

La capitale russa e la sua regione sono state colpite a loro volta da un’ondata di droni. Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha detto che sono stati lanciati più di 650 droni diretti verso la città e che la maggior parte è stata abbattuta. Il governatore della regione di Mosca, Andrei Vorobyov, ha riferito che gli attacchi hanno provocato due morti — un uomo di 71 anni e un ragazzo di 20 — e nove feriti. Sempre nella regione sarebbe andato a fuoco un magazzino del gruppo Wildberries; a Domodedovo sono in corso lavori per ripristinare l’elettricità nei villaggi colpiti.

Sul piano politico e della sicurezza, il capo dei servizi segreti esteri tedeschi, Martin Jaeger, ha avvertito che la Germania rischia di essere coinvolta in un conflitto violento con la Russia, denunciando una “guerra nell’ombra” sempre più aggressiva. Mosca respinge le accuse e il presidente Vladimir Putin ha dichiarato: “Non stiamo minacciando nessuno”.

Dal fronte umanitario, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Türk, ha reso noto che nei primi otto mesi del 2026 si sono registrati 15.280 civili uccisi o feriti in Ucraina, un aumento del 55% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’ufficio dell’Onu ha documentato inoltre quasi 2.500 civili colpiti da bombardamenti aerei russi in quel lasso di tempo, con un incremento del 62% rispetto all’anno precedente, e segnala un aumento degli attacchi contro scuole, strutture mediche e infrastrutture energetiche, oltre a livelli allarmanti di violenza sessuale contro civili e prigionieri di guerra.

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