La Norvegia annuncia regole sugli occhiali intelligenti e valuta il divieto del riconoscimento facciale

Oslo — Il governo norvegese ha annunciato l’intenzione di introdurre regole più stringenti per l’uso degli occhiali intelligenti e dispositivi simili, valutando anche il divieto delle funzioni di riconoscimento facciale in spazi pubblici.

Gli smart glasses, spiegano le autorità, consentono a chi li indossa di scattare foto e video, ascoltare musica, ricevere chiamate, tradurre scritte, visualizzare testi o mappe nel campo visivo e interagire con un assistente di intelligenza artificiale integrato.

La ministra della Digitalizzazione, Karianne Tung, ha motivato la decisione richiamando la necessità di tutelare la vita privata e l’intimità delle persone dalle pressioni delle tecnologie emergenti. Tung ha indicato il possibile divieto delle funzioni di riconoscimento facciale negli spazi pubblici come esempio delle misure al vaglio.

Per definire le contromisure il governo nominerà un gruppo di esperti che dovrà consigliare sui modi per proteggere i consumatori. Tung ha inoltre invitato sia il settore pubblico sia quello privato a predisporre proprie linee guida per l’uso responsabile di queste tecnologie, sottolineando la diffusione di sistemi di intelligenza artificiale associati a fotocamere e microfoni integrati in oggetti di uso quotidiano.

Il responsabile della politica digitale del Consiglio Norvegese dei Consumatori, Finn Lutzow-Holm Myrstad, ha salutato positivamente l’iniziativa e chiesto ai rivenditori di sospendere le vendite fino a quando non sarà chiarita la cornice normativa. Myrstad ha affermato che Meta dispone già di una funzione di riconoscimento facciale pronta per essere integrata nei propri occhiali e ha avvertito che vietare determinate funzioni non impedirà a chi indossa i dispositivi di filmare altre persone in modo nascosto, evidenziando il rischio elevato di abusi.

La notizia, diffusa il 25 agosto 2026, mette sotto la lente le implicazioni per la privacy generate dalla combinazione fra dispositivi indossabili e intelligenza artificiale, e avvia un confronto tra autorità, consumatori e venditori sulle misure da adottare.

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