Due jet militari russi hanno violato lo spazio aereo della Lituania il 17 settembre, provocando il decollo in modalità scramble di due caccia Eurofighter F-2000 italiani della Task Force Air ‘Baltic Thunder III’ schierata a Siauliai. L’operazione è stata coordinata attraverso il Combined Air Operation Centre della Nato a Uedem, in Germania, secondo fonti ANSA.
In parallelo, le autorità di Vilnius hanno reso noto un piano di evacuazione della popolazione verso la Polonia in caso di minaccia militare o grave crisi. Il progetto prevede tre direttrici principali: verso la Polonia, verso nord in direzione di Panevezys e Siauliai, e verso ovest verso Kaunas e Klaipeda. Zhygimantas Solovjovas, capo del Dipartimento di Protezione Civile del Comune di Vilnius, ha precisato che le evacuazioni dovrebbero partire prima che ci sia una minaccia immediata e ha avvertito che durante bombardamenti i residenti non dovrebbero tentare di lasciare la città, ma ripararsi in aree protette.
Anche la Polonia ha adottato misure preventive: l’aeronautica polacca ha fatto decollare i propri caccia e allertato la difesa antiaerea dopo aver rilevato un drone russo in avvicinamento al confine. Un’esplosione è stata registrata a circa 4 chilometri dalla frontiera; il velivolo è stato “probabilmente neutralizzato o ha colpito un obiettivo”, ha riferito il portavoce del comando operativo, Jacek Goryszewski. Non è stata riscontrata una violazione dello spazio aereo polacco e le misure militari, insieme alla sospensione temporanea dei voli negli aeroporti di Lublino e Rzeszów, sono state revocate circa un’ora dopo.
Nella notte e nelle prime ore del 17 settembre la Federazione russa ha lanciato un pesante attacco con missili e droni contro più regioni ucraine. A Kiev le esplosioni hanno scosso la capitale durante un “allarme rosso”: fonti citate dal Kyiv Independent parlano di almeno 12 feriti, mentre il sindaco Vitali Klitschko ha riferito successivamente di 16 persone ferite nella città, tra cui due bambini. Le forze ucraine hanno dichiarato di aver abbattuto o neutralizzato numerosi droni e missili, ma i raid hanno comunque causato danni a edifici residenziali, a una scuola e ad altri obiettivi civili.
A livello nazionale ucraino è stata segnalata una pesante conta delle vittime e dei feriti: nelle ultime 24 ore gli attacchi russi hanno provocato almeno 10 morti e 71 feriti in varie regioni del Paese, con bersagli che hanno compreso le oblast di Kiev, Zaporizhzhia, Odessa, Sumy, Donetsk, Dnipropetrovsk, Kherson e Kirovohrad. Tra gli episodi segnalati, un drone ha colpito un autobus nella zona di Nikopol causando vittime e ci sono stati attacchi alle infrastrutture ferroviarie e portuali.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato di aver ricevuto rapporti dall’alto comando sulle capacità ucraine di intercettazione: secondo quanto comunicato, un nuovo prototipo di intercettore ha abbattuto un drone Shahed a propulsione a reazione e Kiev prepara “azioni a lungo raggio” contro obiettivi russi. Zelensky ha inoltre rivendicato attacchi notturni contro la raffineria di Yaroslavl e un aeroporto militare a Rostov, sostenendo che sono stati danneggiati velivoli e impianti.
Dal fronte diplomatico e di sostegno, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato il 17 settembre lo stanziamento di altri 3,3 miliardi di euro in aiuti militari all’Ucraina destinati all’acquisto di missili e droni e ha proposto l’uso dei fondi residui del programma Safe per progetti