Crosetto dispone la Marina per proteggere le navi italiane a Bab el‑Mandeb. Netanyahu rilancia la linea dura contro Iran, Hezbollah e Hamas

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato l’attivazione della Marina Militare per garantire il transito sicuro delle navi italiane nello stretto di Bab el‑Mandeb, area recentemente interessata da una nuova fase di tensione che si aggiunge alla crisi nello Stretto di Hormuz.

In un post su X Crosetto ha spiegato di aver preso la decisione insieme al Capo di Stato Maggiore della Difesa: la Marina predisporrà quanto necessario per proteggere le unità mercantili italiane e per acquisire le informazioni utili attraverso il comparto e la cooperazione internazionale. Il ministro ha sottolineato che la libertà di navigazione è legata alla sicurezza degli approvvigionamenti, alla capacità produttiva del Paese e alla tutela di infrastrutture critiche sottomarine come i cavi dati e i collegamenti energetici.

Crosetto ha inoltre richiamato l’allargamento del ruolo della Difesa, che oggi — a suo avviso — deve occuparsi non solo della protezione del territorio ma anche della sicurezza economica, energetica, digitale e delle comunicazioni, perché attacchi mirati possono compromettere economia, coesione sociale e fiducia nelle istituzioni.

Sul fronte politico internazionale, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, durante l’apertura della campagna elettorale del Likud a Tel Aviv, ha insistito sulla centralità della sicurezza e ha ribadito che il suo partito è l’unico in grado di garantire la protezione di Israele. Secondo il Times of Israel, Netanyahu ha detto che «la missione deve essere portata a termine» e che è necessario «abbattere il regime iraniano e distruggere completamente Hezbollah e Hamas». Ha inoltre accusato i suoi avversari di voler mettere in atto concessioni territoriali, citando la presenza di truppe israeliane in Libano, Siria e Gaza come prova della strategia del suo governo.

Il richiamo italiano alla protezione delle rotte marittime arriva in un contesto di crescente instabilità nel Golfo: media filo‑iraniani hanno riferito di un’esplosione nello Stretto di Hormuz e i dati preliminari di tracciamento navale segnalano una riduzione delle navi mercantili transitate, calate a tre unità rispetto alle dodici del giorno precedente e ben al di sotto della media decennale di circa 17. La situazione marittima si è aggravata con l’intensificarsi degli scontri nella regione, tra bombardamenti sauditi sullo Yemen e lanci di droni e missili da parte degli Houthi contro obiettivi sauditi.

Le dichiarazioni di leader internazionali contribuiscono a un clima di forte tensione: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, riferiscono i media, ha alternato messaggi di speranza sulla possibilità che l’Iran voglia un accordo a osservazioni pubbliche su decisioni militari complesse, in dichiarazioni indirizzate ai giornalisti e ad Axios.

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