La figura di Greta Garbo è stata ricreata con strumenti di intelligenza artificiale per uno spot dell’azienda svedese SKF, produttrice di cuscinetti. Il video mostra un’immagine digitale della diva che pronuncia la frase: “Uno dei miei primi film fu per SKF, e ora sono qui per l’ultimo”.
Secondo quanto reso noto, il volto è stato generato esclusivamente a partire da prompt testuali, senza ricorrere a fotografie o riprese d’archivio, per motivi di copyright. Per la creazione sono stati utilizzati modelli indicati come Seedream 5 Pro e Gemini Nano Banana Pro; il movimento è stato affidato a tecnologie denominate Seedance 2/2.5 e Kling AI.
La voce presente nello spot deriva da un film d’epoca di Garbo, indicato come unico materiale autorizzato; quella traccia è stata poi rielaborata con l’intervento di un attore in carne e ossa per le correzioni necessarie.
SKF ha descritto il lavoro come «rispettoso», sottolineando che lo sviluppo è avvenuto con l’“estate” e la famiglia Garbo, che avrebbero dato il via libera. Per molti esperti la realizzazione è invece un esempio di «resurrezione sintetica»: la tecnica suscita stupore ma anche critiche.
Tra i commenti riportati dalla stampa internazionale, il Guardian ha definito l’operazione con parole come “Povera Greta Garbo” e l’ha indicata come “un’altra ragione per odiare l’intelligenza artificiale”.