Dermatofilosi in aumento in Europa: 123 casi confermati in dieci Paesi, attenzione a contatti pelle a pelle

La dermatofilosi, nota anche come “malattia della pioggia”, sta registrando un aumento di casi in diversi Paesi europei e ha richiamato l’attenzione delle autorità sanitarie. L’Ecdc ha segnalato focolai comparsi a partire da dicembre 2025 e, in un nuovo documento del 21 agosto, ha aggiornato l’andamento dell’infezione.

Il batterio responsabile è il Dermatophilus congolensis, un microrganismo noto soprattutto in medicina veterinaria perché colpisce bovini, cavalli, pecore e altri animali. In passato le infezioni nell’uomo erano considerate rare e connesse al contatto diretto con animali o materiali contaminati.

Secondo il bilancio aggiornato al 20 agosto 2026, risultano 123 casi di infezione da D. congolensis in dieci Paesi europei: Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. L’Ecdc osserva una possibile modifica nelle dinamiche di trasmissione, con la trasmissione da uomo a uomo tramite stretto contatto fisico ritenuta la via più probabile; non viene però esclusa la trasmissione indiretta tramite superfici o oggetti contaminati.

Nei casi più recenti le infezioni si stanno osservando prevalentemente, ma non esclusivamente, tra uomini gay, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, spesso dopo la frequentazione di locali in cui si praticano attività sessuali all’interno dei locali, comprese saune. Un caso segnalato nel Regno Unito e riportato su Bmj è stato identificato in Scozia ed è risultato collegato alla frequentazione di un locale adibito ad attività sessuali; lo ha riferito Ukhsa alla rivista scientifica.

Il virologo Fabrizio Pregliasco ha richiamato l’attenzione sul fatto che il batterio è noto da tempo in ambito veterinario e che l’aspetto nuovo sta proprio nella diffusione dei casi umani in più Paesi. Ha sottolineato che tradizionalmente l’infezione umana era legata al contatto con animali o materiale contaminato, mentre nei casi recenti emerge la possibilità di trasmissione pelle contro pelle, anche durante i rapporti sessuali. Sono stati descritti casi fra chi pratica sport di contatto — citando le arti marziali in Norvegia — e numerose infezioni sono state associate alla frequentazione di saune o ambienti caldo-umidi.

Tra i sintomi riportati figurano prurito e lesioni cutanee. Le autorità sanitarie tengono sotto osservazione l’evoluzione dell’epidemiologia, ma per la popolazione generale il rischio è considerato attualmente molto basso, avverte Pregliasco, che invita a non trasformare il fenomeno in un nuovo allarme sanitario.

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