Amatrice si è raccolta oggi per ricordare le vittime del terremoto del 24 agosto 2016. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato alle commemorazioni e ha deposto una corona d’alloro al monumento alle vittime nel parco Don Minzoni, salutata da applausi e incoraggiamenti della gente presente.
Dopo la messa di suffragio la premier ha incontrato alcuni familiari delle vittime. Ha definito forte l’emozione provata ma ha sottolineato soprattutto l’impegno del governo a “dare risposte”, proseguendo nell’opera di ripresa economica e sociale dei territori colpiti.
Nella giornata Meloni ha anche pubblicato un post su X in cui ha richiamato la prima scossa, alle 3.36 della notte del 24 agosto 2016, e ha reso omaggio alla memoria delle 299 vittime della sequenza sismica che per mesi ha interessato il Centro Italia. Ha riconosciuto le “tante difficoltà” e i ritardi che hanno ostacolato la ricostruzione, ma ha rivendicato il lavoro del Governo per imprimere un cambio di passo e ha richiamato l’obiettivo di favorire la rinascita dell’Appennino centrale.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato il sisma come “una pagina drammatica” della storia della Repubblica, con epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto e danni estesi a comuni di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Mattarella ha citato il bilancio di quella notte: 299 morti, 365 feriti e più di 40 mila sfollati, e ha richiamato l’importanza di potenziare prevenzione e meccanismi di intervento.
Il Capo dello Stato ha anche ricordato il ruolo dei volontari e la prontezza delle autorità di primo soccorso, sottolineando come la solidarietà nazionale abbia sostenuto il processo di ricostruzione. Ha invitato al completamento rapido del risanamento e alla responsabilità collettiva per ripristinare la normalità nei territori colpiti, esprimendo vicinanza ai familiari delle vittime e ai feriti.
Più istituzioni hanno rinnovato il ricordo e l’impegno. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha ricordato la necessità che le Istituzioni proseguano nella ricostruzione per salvaguardare le comunità e il patrimonio culturale. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha rivolto il pensiero a chi ha perso i propri cari e a chi ha affrontato la ripartenza.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha espresso profonda gratitudine ai Vigili del Fuoco per il lavoro tra le macerie; il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha richiamato la responsabilità di restituire alle comunità quanto il sisma ha portato via, sottolineando l’accelerazione della ricostruzione negli ultimi tre anni. Il ministro per la Protezione civile e Politiche del mare, Nello Musumeci, ha affermato che molto è stato recuperato ma che il lavoro non è concluso finché l’ultima famiglia non sarà tornata a casa, rimarcando l’importanza della prevenzione e della tutela dell’identità dei territori.
La messa celebrata all’area Sae di Pescara del Tronto è stata presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, che ha indicato la prospettiva della “rinascita” come orizzonte del ricordo e della ricostruzione. Nella sua omelia Zuppi ha rievocato le drammatiche ore e il lavoro dei soccorritori, citando il salvataggio di una bambina emerso nel caos delle prime operazioni e ricordando anche la vicinanza di Papa Francesco, che quella mattina telefonò all’allora vescovo Domenico Pompili e in seguito visitò le comunità colpite.
Nel corso del decennio la ricostruzione pubblica e privata ha registrato progressi, con contributi già liquidati e investimenti ripartiti, e alcuni simboli fortemente danneggiati, come la Basilica di San Benedetto a Norcia, sono stati restaurati. Le autorità e le comunità concordano però sulla necessità di proseguire il lavoro per consolidare la ripresa economica e sociale delle aree colpite.