Crollo dei prezzi dell’uva: Valpolicella sotto pressione, allerta anche in Piemonte e Puglia

La vendemmia è partita in anticipo in molte regioni italiane, ma mentre la qualità delle uve in alcune zone è buona, il mercato mostra segnali di forte sofferenza: le quotazioni dell’uva stanno scendendo in modo marcato e scatta l’allarme per possibile speculazione sui prezzi.

In Valpolicella il Consorzio segnala una situazione critica. Christian Marchesini denuncia «una speculazione» sui prezzi: il Consorzio ha indicato come valori corretti 0,60-0,80 euro al chilogrammo per le uve fresche e 1,50-1,80 euro per quelle destinate all’Amarone. Tuttavia la prima quotazione della Camera di commercio è risultata a 0,50 euro e, secondo segnalazioni raccolte dal Consorzio, ci sono compratori che offrono anche 0,40 euro. Per l’Amarone il mercato vede prezzi intorno a 1,40 euro, punte fino a 1,65 e proposte al ribasso tra 1,20 e 1,30 euro.

La raccolta in Valpolicella è cominciata con circa quindici giorni di anticipo e nei 19 Comuni della denominazione è già stata raccolta la Corvina; da settimana prossima toccherà a Corvinone e Rondinella. Il Consorzio stima una produzione complessiva poco superiore a 861.000 quintali: per contenere l’offerta è stato deciso uno stoccaggio di 172.280 quintali, pari al 20% della produzione, che riduce la resa effettiva disponibile da 100 a 80 quintali per ettaro.

Marchesini sottolinea inoltre l’aumento dei costi, dal gasolio alla gestione delle cassette, e le difficoltà nel reperire manodopera stagionale per la vendemmia. Il Consorzio avverte una perdita di reddito per ettaro che può superare il 35% del prodotto lordo vendibile, con il rischio di indebolire l’intera filiera.

Anche in Piemonte si monitorano le tensioni sui prezzi, ma la situazione appare per ora più contenuta. Il presidente del Consorzio Barbera, Filippo Mobrici, afferma che al momento circolano voci su ribassi, ma non ci sono prezzi definiti; Mobrici spera che un intervento straordinario della Regione, mirato a ridurre le giacenze, possa calmierare il mercato e limitare la pressione al ribasso.

In Puglia la questione dell’invenduto e dell’eccesso di prodotto è diventata tema centrale. A Cellino San Marco Cantine Due Palme ha convocato un’assemblea straordinaria alla quale hanno partecipato rappresentanti del mondo produttivo, agricolo e istituzionale. L’assemblea ha approvato un documento che chiede interventi urgenti, puntando su distillazione di crisi e stoccaggio dei vini per alleggerire le eccedenze, oltre a una stretta sull’abusivismo viticolo. Durante l’incontro è stata avanzata la stima di circa 40.000 ettari di vigneti abusivi in Puglia, con una produzione potenziale di circa 1,5 milioni di quintali di uva. Il presidente fondatore onorario di Cantine Due Palme, Angelo Maci, ha richiamato l’attenzione sul rischio che la nuova vendemmia arrivi su un mercato già appesantito dalle scorte.

A livello nazionale il settore è sotto pressione. L’Unione Italiana Vini ha lanciato l’allarme per le scorte invendute — 6,2 miliardi di bottiglie secondo quanto segnalato — e ha chiesto soluzioni urgenti al governo per affrontare la crisi dell’invenduto.

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