Restano poche ore al termine entro cui i giudici dovranno decidere se disporre il rinvio a giudizio, archiviare o ordinare altri accertamenti nel nuovo filone dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi che vede indagato Andrea Sempio.
RaiNews segnala che il termine è ormai prossimo: in alcuni passaggi viene indicato come 72 ore, in altri come “ancora sette giorni” dalla scadenza del periodo previsto per le indagini preliminari. La Procura di Pavia ha già notificato a Sempio una prima chiusura indagini e dovrà inviare un secondo avviso relativo al reato di omicidio aggravato.
Nei mesi scorsi il procuratore Fabio Napoleone ha disposto accertamenti integrativi. Quattro consulenze sono state incaricate: tre sono già arrivate ai pm e dovranno essere messe a disposizione della difesa con la chiusura indagini “bis”; la quarta, quella psichiatrica affidata al professor Roberto Catanesi, non è ancora depositata.
Le perizie già pervenute riguardano il riesame del Dna rinvenuto sotto le unghie della vittima, affidato a Carlo Previderè; le misurazioni antropometriche di Sempio, svolte da Cristina Cattaneo; e l’analisi dell’impronta a “pallini” sul pavimento della villetta, affidata a Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli. La consulenza sul Dna era stata in passato collegata, in una perizia d’accusa e in incidente probatorio, a una linea genetica paterna della famiglia Sempio.
Tra gli elementi che potrebbero assumere rilievo c’è la disputa sulle misure del piede di Sempio e sulla possibile corrispondenza con l’impronta di scarpa “Frau” rilevata in casa: l’indagato sosteneva di portare il 44 nel 2007, mentre in anni successivi gli era stato misurato un 42-43.
La perizia psichiatrica dovrà chiarire, fra i quesiti posti, la capacità di intendere e di volere di Sempio il 13 agosto 2007, l’eventuale presenza di disturbi psicologici e la pericolosità sociale. Lo psichiatra aveva chiesto di incontrare direttamente l’indagato, richiesta però rifiutata da Sempio su consiglio dei suoi legali; il lavoro di Catanesi si baserà quindi su dichiarazioni pubbliche, scritti, interviste e sulle intercettazioni dei cosiddetti “soliloqui” registrati dai carabinieri mentre era in auto.
La difesa contesta l’impianto dell’accertamento psichiatrico, sostenendo che per verificare la capacità di intendere e volere servirebbe l’evidenza di una patologia psichiatrica pregressa e che, eventualmente, i pm dovrebbero chiedere una perizia in incidente probatorio.
Se non verrà chiesta una proroga dei termini, la Procura avvierà la richiesta al giudice per le indagini preliminari per il rinvio a giudizio o, in alternativa, l’archiviazione; è il Gip che inoltra alle parti le richieste formali relative a queste decisioni.
Nel frattempo, la difesa di Sempio avrà la possibilità, nei venti giorni successivi alla notifica della chiusura “bis”, di depositare le proprie controperizie. Intanto la vicenda resta al centro dell’attenzione anche per questioni familiari: è ancora in terapia intensiva la madre di Sempio, che i legali hanno riferito avere tentato il suicidio.