Una vasta azione congiunta denominata “Atlas Nexus” ha colpito reti criminali transnazionali operanti tra Unione Europea, America Latina e Caraibi. L’operazione, considerata la più imponente mai realizzata contro la criminalità organizzata internazionale, è stata guidata dalla Polizia federale belga e coordinata dalla piattaforma Empact con il coinvolgimento di Frontex, Caricom, Mtcn, Impacs e il sostegno del programma El Paccto 2.0.
L’indagine si è concentrata su cinque settori principali: traffico di stupefacenti, tratta di esseri umani, traffico di armi da fuoco, frode documentale e reati ambientali. L’azione ha portato all’arresto di oltre 490 persone e alla liberazione e presa in carico di 18 vittime di tratta.
I sequestri operati dalle forze coinvolte sono di ampia portata: più di 156,9 tonnellate di sostanze stupefacenti, di cui 37,6 tonnellate di cocaina e 118,6 tonnellate di cannabis. Sono state inoltre sequestrate 201 armi da fuoco e 3.190 tra munizioni ed esplosivi.
Tra i beni confiscati figurano 169 immobili, 464 gioielli, 0,83 chilogrammi di oro, nonché contanti e criptovalute per un valore complessivo di 135.000 dollari statunitensi. Le autorità hanno anche posto sotto sequestro 803 animali selvatici e da allevamento, 468 documenti falsificati e un veicolo.
Tra le operazioni di maggiore impatto è stato segnalato lo smantellamento del primo laboratorio di lavorazione della cocaina mai individuato in Irlanda e la chiusura di due miniere d’oro illegali nella Guyana francese.
L’intervento ha visto la cooperazione operativa di 34 Paesi e numerosi enti internazionali, tra cui Europol, Interpol, Frontex, Ameripol, Caricom, Impacs, Maoc(N) e Rss. Sul campo sono stati impiegati oltre 8.680 agenti. I controlli e i sequestri hanno interessato porti, aeroporti e snodi stradali, centinaia di aeromobili, imbarcazioni, veicoli e container; nel corso dell’operazione sono stati eseguiti circa 600 mandati di perquisizione.
Hanno aderito all’operazione anche Australia, Stati Uniti d’America, Montenegro, Norvegia, Regno Unito, Serbia, Bosnia-Erzegovina e Svizzera, con un ruolo rilevante nello scambio di informazioni e nelle azioni operative.
L’Italia ha finanziato e sostenuto il programma I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), che ha consentito di connettere indagini transcontinentali tra Europa, Africa occidentale e Asia e di fornire intelligence ritenuta decisiva per incrociare dati e disarticolare le strutture finanziarie e logistiche delle organizzazioni criminali.
Data della comunicazione: 23/09/2026 (modificato il 24/09/2026).