Arresto di Jacques Moretti per violenze: rischi per la difesa dei coniugi nell’inchiesta sul rogo di Crans‑Montana

Crans‑Montana. L’arresto di Jacques Moretti per presunte violenze nei confronti della moglie Jessica ha riacceso i dubbi su possibili ripercussioni nell’inchiesta della Procura di Sion sul rogo al locale “Le Constellation”, che ha causato 40 morti e oltre cento feriti.

La coppia — accusata dalla Procura di omicidio, incendio e lesioni colpose per la tragedia — aveva finora mantenuto una linea difensiva comune durante gli interrogatori, sedendo spesso fianco a fianco e raramente contraddicendosi. In occasione dell’ultimo interrogatorio davanti ai pubblici ministeri, il 5 giugno, i due erano però scesi separatamente dall’auto; in precedenza si erano presentati mano nella mano. Successivamente Jessica aveva parlato per entrambi, affermando che contro di loro erano state dette “solo falsità”.

L’arresto di Jacques, avvenuto un paio di settimane fa, è scaturito non da una denuncia di Jessica — che ha dovuto ricevere cure ospedaliere per le presunte violenze — ma dall’allarme lanciato dai vicini di casa. Da questa circostanza deriva l’incertezza su come possa evolvere il rapporto tra i due imputati e sulla tenuta del loro fronte difensivo.

Fabrizio Ventimiglia, legale italiano di parte civile per Sofia Donadio, una delle ferite che ancora combatte con le conseguenze del rogo, ha definito la vicenda “molto grave” e ha osservato che resta da vedere se e come la difesa dei coniugi si spaccherà. Anche Ronald Asnar, altro difensore di parte civile, ha detto di non sapere se ci saranno effetti sull’inchiesta principale, ma che la questione è posta da tutti.

In una nota i legali dei Moretti — Patrick Michod, Nicola Meier e Yael Hayat — hanno sottolineato che si tratta di “due inchieste ben distinte” e che la più recente riguarda “esclusivamente la vita privata” dei loro assistiti. Hanno aggiunto che tali fatti non possono essere confusi con la tragedia del Constellation, pur riconoscendo che il contesto della vicenda non può essere ignorato, citando la prova particolarmente dura che i coniugi stanno affrontando dall’1 gennaio.

La prossima udienza fissata per il 2 dicembre, quando i coniugi dovranno presentarsi di nuovo insieme davanti alle pubbliche ministere Catherine Seppey e Victoria Roth, dovrebbe chiarire se e in che modo l’arresto avrà inciso sull’indagine principale.

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