PESCARA DEL TRONTO — A dieci anni dal terremoto del 24 agosto 2016, Pescara del Tronto è rimasta senza il borgo che conoscevano i suoi abitanti. Tra le macerie e i ricordi c’è però chi ha deciso di non andarsene: Giuseppe Filotei, 28 anni, continua a vivere nella Soluzione abitativa d’emergenza allestita dopo la tragedia.
Giuseppe lavora nell’azienda agricola di famiglia. Guarda ciò che resta del paese e denuncia il divario tra promesse e risultati: molte delle misure attese non si sono concretizzate, osserva, mentre i giovani della sua generazione hanno scelto di cercare altrove opportunità e stabilità.
Anche la prospettiva di mettere su una famiglia si è fatta più difficile: molte persone sono partite, spiega, riducendo la possibilità di ricostruire la comunità a livello demografico e sociale. Nonostante tutto, continua a scegliere di restare: «Non sono abituato a mollare», afferma.
La memoria del sisma resta viva anche nelle commemorazioni: nel 2025, a nove anni dalla scossa, il ricordo delle 299 vittime dell’Appennino centrale è stato nuovamente al centro delle iniziative di commemorazione.