Una bambina di quattro anni, la piccola Anna, è deceduta a Palermo per una infezione da difterite. Secondo quanto riportato dall’Istituto Superiore di Sanità, il batterio responsabile è il Corynebacterium diphtheriae, che produce una tossina capace di danneggiare organi e tessuti.
La bambina era stata ricoverata più volte a metà agosto e poi dimessa; i genitori avevano rifiutato la vaccinazione per timori legati all’autismo, ha segnalato la pediatra che ha seguito il caso.
Tipologie e organi coinvolti
L’ISS specifica che i ceppi più diffusi colpiscono prevalentemente gola, naso e talvolta tonsille. Un altro tipo, più comune nelle zone tropicali, provoca ulcere cutanee. Raramente l’infezione può interessare vagina o congiuntiva. La malattia può manifestarsi a qualsiasi età, ma riguarda essenzialmente bambini non vaccinati; nei Paesi a clima temperato la diffusione avviene soprattutto in inverno.
Modalità di trasmissione
La trasmissione avviene per contatto diretto con una persona infetta o, più raramente, tramite oggetti contaminati dalle secrezioni delle lesioni. In passato anche il latte non pastorizzato è stato identificato come veicolo di infezione.
Incubazione e sintomi
Il periodo di incubazione va da due a cinque giorni. Quando l’infezione interessa l’apparato orofaringeo i primi segnali sono mal di gola, perdita dell’appetito e febbre lieve; entro due-tre giorni si forma una membrana grigiastra su tonsille e gola, con margini infiammati. Le lesioni possono sanguinare e assumere colorazioni verdastre o nere. Tra gli altri segni possibili vi sono gonfiore del collo e ostruzione delle vie respiratorie.
Complicanze
Sebbene la malattia possa avere un decorso benigno, in alcuni casi insorgono complicanze gravi a livello cardiaco: aritmie con rischio di arresto cardiaco, miocardite e insufficienza cardiaca progressiva.
Diagnosi
La difterite va considerata nella diagnosi differenziale con faringiti batteriche e virali, mononucleosi infettiva, sifilide orale, candidosi e angina di Vincent. La conferma si ottiene mediante esame batteriologico delle lesioni.
Terapia e isolamento
Il trattamento immediato prevede somministrazione di antitossina e antibiotici (eritromicina o penicillina), seguito da isolamento del paziente per evitare nuovi contagi. Generalmente, dopo due giorni di terapia, il paziente non è più contagioso.
Prevenzione: il vaccino
La strategia più efficace rimane la vaccinazione preventiva, disponibile dal 1920. Il vaccino antidifterico contiene la tossina inattivata e viene somministrato di solito in associazione con il vaccino contro tetano e pertosse (DTP). Nei neonati si utilizza spesso il vaccino esavalente, che protegge anche da poliomielite, epatite B e Haemophilus influenzae B.
Destinatari e calendario
Il vaccino è raccomandato a tutti i bambini nel primo anno di vita, agli adulti non vaccinati e ai viaggiatori diretti in aree dove la malattia è endemica. Il ciclo di base prevede tre dosi al terzo, quinto e dodicesimo mese di vita, seguite da due richiami a 6 e 14 anni. Completato il ciclo, la protezione è pressoché totale; per mantenere l’immunità sono previsti richiami ogni dieci anni.