21 agosto 2026 — Una donna di 57 anni è stata trovata morta in un appartamento di Tito, in provincia di Potenza. Per il delitto è stato arrestato in flagranza il figlio trentunenne, che ha ammesso le proprie responsabilità nel corso dell’interrogatorio.
La vittima è Maria Vittoria Carbone, residente a Vaglio, che si era recata a Tito per fare visita al figlio Giampiero Santamaria, 31 anni. L’uomo, da tempo seguito dal centro di igiene mentale del capoluogo lucano, è stato fermato dai carabinieri del Nucleo investigativo su disposizione della Procura, guidata dal procuratore Camillo Falvo.
All’arrivo degli investigatori la donna presentava un gravissimo trauma facciale: gli inquirenti hanno ritenuto questo elemento compatibile con un omicidio e hanno disposto l’arresto in flagranza. Il fermo è avvenuto dopo un interrogatorio durante il quale il 31enne ha confessato.
Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, l’omicidio è avvenuto al culmine di una lite in casa. La Procura ha parlato di un «solido quadro probatorio» e ha descritto il fatto come un delitto maturato all’interno delle mura domestiche, concretizzatosi in una violenta lite tra madre e figlio.
I carabinieri e il pm Francesco Russo hanno ascoltato, tra gli altri, l’ex marito della donna, che vive nell’appartamento adiacente ed è stato il primo a dare l’allarme, oltre ad alcuni amici, familiari e vicini di casa.
La notizia ha suscitato commozione a Tito. Il sindaco Fabio Laurino ha definito l’episodio «una tragedia che colpisce nel profondo la nostra comunità» e ha sollecitato una riflessione sulla necessità di riconoscere e affrontare situazioni di disagio e fragilità anche all’interno delle famiglie. Il Garante regionale per le Vittime di reato ha espresso vicinanza alla famiglia e ha richiamato al rispetto dell’autorità giudiziaria, affidandosi alle indagini in corso per chiarire le circostanze.