Lo spoglio prosegue in Mississippi e in Alaska, dove il verdetto resta incerto e poche centinaia di voti dividono i contendenti. La conta dei voti non è conclusa e diverse criticità mantengono la sfida sul filo del rasoio.
A complicare il quadro sono le cosiddette “civette” e le schede provvisorie: elementi che influenzano il totale dei voti validi e lasciano margine a possibili ricorsi. La situazione viene seguita con attenzione dai team elettorali e dagli osservatori locali.
Un ulteriore nodo segnalato riguarda la presenza di un candidato omonimo al Nord, mentre nel Sud si registra una quota di elettori che ancora non ha sciolto le riserve sul proprio voto. Questi fattori contribuiscono a mantenere la distanza tra i contendenti molto ridotta.
Alla luce della stretta differenza numerica e delle questioni sulle schede, la disputa elettorale rischia di approdare in sede giudiziaria per dirimere contestazioni e convalidare i risultati.