Raid notturno su Kiev: infrastrutture colpite, difesa ucraina intercetta missili e centinaia di droni

Nella notte tra il 6 e il 7 novembre la Russia ha lanciato un nuovo attacco contro Kiev che ha colpito infrastrutture della capitale. Esplosioni sono state avvertite nella periferia e si registrano danni a impianti energetici e collegamenti, secondo relazioni dei media e fonti ucraine.

I sistemi di difesa ucraini, ha riferito il Comando centrale dell’Aviazione militare di Kiev su Telegram, hanno intercettato 4 missili balistici e 149 droni su un totale di 172 lanciati dalla Russia. Dei droni inviati, 137 sono indicati come ‘Shahed’ a propulsione a reazione.

Rbc-Ucraina, citando le Forze Aeree, il sindaco Vitali Klitschko e il Comando militare della Capitale, ha segnalato che il secondo attacco balistico della serata ha colpito infrastrutture cittadine. Fonti locali hanno indicato un bilancio provvisorio di due persone ferite; altri titoli giornalistici hanno parlato di cinque feriti.

Il governatore dell’oblast di Kiev, Tymur Tkachenko, ha inoltre riferito che un drone russo ha colpito il distretto di Boryspil provocando un incendio in un edificio residenziale e ferendo una persona.

Parallelamente ai raid su Kiev, media e canali di monitoraggio riportano azioni offensive ucraine su diverse regioni russe. The Kyiv Independent e il canale Exilenova Plus segnalano attacchi con droni contro siti nelle regioni di Oryol, Saratov e Rostov; nella raffineria di Saratov sarebbe scoppiato un incendio e, secondo il governatore Roman Busargin, ci sono persone ferite. A Rostov si sarebbe sviluppato un vasto incendio nei pressi della fabbrica militare Almaz, poi domato. L’agenzia russa Ria Novosti riferisce esplosioni nella città di Belgorod con almeno un ferito.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva avvertito poco prima della notte di nuovi attacchi contro il settore energetico, ponti sul Dnepr e infrastrutture civili, richiamando la necessità di sistemi di difesa e chiedendo ai partner di accelerare le consegne di intercettori per i Patriot. In un’intervista alla CNN Zelensky ha inoltre ammonito contro l’idea di una ridefinizione della sicurezza europea che escluda o divida l’Ucraina: “Non vogliamo una nuova Yalta”, ha detto, sostenendo che i colloqui dovrebbero mirare prima di tutto a porre fine alla guerra.

Sul versante diplomatico e politico, l’ex presidente Usa Donald Trump ha dichiarato di aver registrato “molti progressi” nei contatti con Russia e Ucraina, annunciando telefonate e incontri in programma per i giorni successivi. Intanto a Mosca il presidente Vladimir Putin ha discusso con il Consiglio di sicurezza i colloqui trilaterali previsti ad Abu Dhabi la settimana successiva, annunciando la partecipazione di negoziatori russi tra cui il consigliere Yuri Ushakov, l’assistente presidenziale Vladimir Medinsky, i viceministri degli Esteri Michail Galuzin e Sergej Ryabkov, il vicecapo dello Stato maggiore Igor Kostyukov e il vice della direzione operativa Yuri Zhigarlovsky.

Il Papa, citato da Vatican News, ha commentato la tregua a Oleshky esprimendo sollievo per il cessate il fuoco locale ma sottolineando che resta “molto da fare” per la pace.

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