Dopo un avvio d’autunno mite, le previsioni meteo segnalano una netta svolta: da settimana prossima è attesa una fase più fredda con temperature sotto le medie stagionali. Per il virologo Fabrizio Pregliasco questo cambiamento rappresenta “un importante richiamo alla prevenzione”.
Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università Statale di Milano, past president Anpas e vicepresidente di Samaritan International, sottolinea che il primo freddo è terreno favorevole per i virus respiratori, tra cui influenza e Covid-19, oltre ad altri patogeni stagionali come il virus sinciziale.
“Vaccinarsi ora è una scelta di prevenzione”, esorta l’esperto, raccomandando particolare attenzione verso anziani e persone fragili. Il virologo ricorda che il freddo non provoca direttamente le malattie, ma le condizioni associate — più tempo in ambienti chiusi e scarsamente ventilati, aria fredda e secca — possono ridurre le difese delle vie respiratorie e facilitare la circolazione dei virus.
La campagna per il vaccino antinfluenzale 2026 è partita il 12 ottobre 2026: secondo Pregliasco questo è il momento per rafforzare la protezione contro influenza e Covid-19 e non attendere l’insorgenza dei sintomi o il picco epidemico. La vaccinazione, avverte, non annulla del tutto la possibilità di infezione ma contribuisce a ridurre forma gravi, complicanze e ricoveri, soprattutto nelle categorie più vulnerabili.
Oltre alla vaccinazione, il virologo indica misure di prevenzione semplici ed efficaci: arieggiare regolarmente gli ambienti, lavarsi le mani frequentemente, evitare contatti ravvicinati in presenza di sintomi respiratori e usare la mascherina nelle situazioni a rischio, in particolare con persone fragili.
Pregliasco mette in guardia dal reagire con ritardo: ogni inverno, osserva, la risposta ai virus avviene spesso solo quando gli ospedali cominciano a riempirsi. Per questo invita a “anticipare” l’azione preventiva, spiegando che la prevenzione costa meno dell’emergenza e contribuisce a preservare la capacità di risposta del Servizio sanitario nazionale. Il primo freddo, conclude, deve essere un’occasione per agire in anticipo, non per creare allarmismo; la stagione dei virus va affrontata con vaccinazioni, informazione corretta e responsabilità collettiva.