Jon Ossoff è stato riconfermato senatore in Georgia, imponendosi sul repubblicano Mike Collins in una delle sfide più osservate dei midterm. La vittoria consolida il ruolo del 39enne tra le figure emergenti del Partito Democratico e riapre discussioni sul suo possibile profilo nazionale.
Al momento dell’esultanza Ossoff ha affermato che “gli americani hanno respinto la corruzione e l’incompetenza di Trump”, ringraziando poi lo Stato e annunciando il ritorno al lavoro il giorno successivo. I sondaggi avevano mostrato un vantaggio per il democratico nel corso della campagna, inizialmente considerata in bilico.
Nato ad Atlanta nel 1987, Ossoff ha studiato alla Georgetown University e alla London School of Economics. Da giovane ha lavorato con John Lewis e poi come collaboratore parlamentare su temi di sicurezza nazionale e politica estera. Prima del suo ingresso nel Senato ha diretto una società che produce documentari investigativi su corruzione e violazioni dei diritti umani.
La prima grande prova elettorale risale al 2017, con un tentativo non riuscito per la Camera. La svolta arrivò nel gennaio 2021, quando vinse il ballottaggio contro il senatore repubblicano David Perdue; quella vittoria, insieme a quella di Raphael Warnock, contribuì a consegnare al Partito Democratico il controllo del Senato.
Nel corso del suo mandato Ossoff ha costruito un profilo incentrato sulla lotta alla corruzione, sul controllo delle attività del governo federale, sulla sanità e sulla trasparenza delle istituzioni. Ha sostenuto il divieto per i membri del Congresso di compravendere azioni e si è occupato di indagini sulle condizioni nelle carceri federali.
Durante la campagna per la rielezione Ossoff ha attaccato l’ex presidente Donald Trump e il suo avversario Collins, criticando in particolare le politiche economiche dell’amministrazione, i dazi e i presunti legami di Collins con ambienti estremisti. La capacità di ottenere consensi in uno Stato che aveva dato la vittoria a Trump nel 2024 ha aumentato l’attenzione nazionale sul suo profilo politico.
Nonostante le speculazioni su una possibile candidatura alla Casa Bianca nel 2028, Ossoff ha più volte dichiarato di non avere interesse a partecipare alla prossima corsa presidenziale.