Il 3 novembre 2026 gli elettori si sono pronunciati per rinnovare il Congresso e per scegliere 36 governatori. La tornata elettorale è stata letta come un quasi referendum sulla presidenza di Donald Trump e apre interpretazioni diverse su quale potrà essere l’equilibrio di potere a Washington.
Secondo gli osservatori, i Democratici partono favoriti alla Camera, mentre il Senato resta una partita incerta. Gli analisti avvertono che, qualunque sia l’esito, il 2027 vedrà scontri duri su finanziamenti pubblici e sul tetto del debito.
Se i Democratici conquistassero la Camera, otterrebbero il controllo delle commissioni e la possibilità di avviare indagini e di citare in giudizio l’amministrazione Trump. Con una maggioranza risicata, però, le loro proposte avrebbero soprattutto valore simbolico: molte verrebbero bloccate dal Senato o dal veto presidenziale.
Uno scenario di Camera a maggioranza democratica e Senato repubblicano lascerebbe intatta l’agenda di Trump su dazi, immigrazione e politica estera, protetta dal potere di veto e dall’autorità esecutiva del Presidente.
Se invece i Democratici conquistassero anche il Senato, l’impatto sulla presidenza sarebbe più profondo: tra gli effetti indicati dagli analisti ci sono il congelamento delle nomine, la spinta per un eventuale impeachment e la capacità di costringere il Presidente a trattare su temi economici. In quella situazione Trump si troverebbe in una condizione descritta come “anatra zoppa”.
Anche in caso di stallo, il Presidente potrebbe ricorrere a ordini esecutivi; se il Congresso li cercasse di annullare, rimarrebbe comunque la possibilità del veto presidenziale.
Un Senato diviso 50-50 consegnerebbe al Vicepresidente JD Vance il voto decisivo sulle nomine a favore dei repubblicani. In quella ipotesi, alcuni senatori moderati assumerebbero un ruolo chiave per ogni accordo di bilancio.
Con maggioranze risicate, la regola dell’ostruzionismo — che richiede 60 voti per l’approvazione della maggior parte delle leggi — insieme al veto presidenziale limiterebbe la portata di grandi riforme. Nonostante ciò, i Democratici potrebbero comunque mettere il Presidente nella condizione di dover usare veti impopolari su temi come la sanità e il costo della vita.
Una vittoria netta dei Democratici offrirebbe invece una leva negoziale più forte, pur condividendo con la Casa Bianca la responsabilità sull’andamento economico. Infine, lo scenario meno probabile di una vittoria repubblicana in entrambe le Camere darebbe a Trump un mandato pieno per attuare senza ostacoli la propria agenda.