Nella notte tra il 2 e il 3 novembre nuovi colpi di scena sul fronte della guerra tra Russia e Ucraina: attacchi russi contro infrastrutture energetiche ucraine, un bombardamento su un centro umanitario con un bilancio di vittime in aumento e il colpo con droni attribuito dall’Occidente a Kiev su una grande raffineria russa.
A Komyshuvakha, nel territorio di Zaporizhzhia, il capo dell’amministrazione regionale Mykhailo Semikin ha comunicato che il bilancio degli attacchi aerei è salito a 29 morti e 5 feriti; restano ancora 48 persone disperse. Semikin ha riferito che sono in corso operazioni di ricerca e soccorso e ha sottolineato la gravità della vicenda.
Il Ministero della Difesa russo, citato dall’agenzia Interfax, ha reso noto un massiccio attacco notturno contro infrastrutture energetiche ucraine nelle regioni di Vinnytsia, Dnipropetrovsk e Kharkiv. Secondo la stessa fonte, le forze russe hanno anche colpito infrastrutture portuali nella regione di Odessa e imbarcazioni impiegate per scopi militari.
Nel corso della notte sono scoppiati vasti incendi alla raffineria Slavneft‑Yanos di Yaroslavl, a circa 250 chilometri a nord‑est di Mosca, dopo un attacco attribuito a droni ucraini. Residenti hanno segnalato diversi focolai all’interno dell’impianto; al momento non sono disponibili informazioni su vittime o danni. La Slavneft‑Yanos è indicata come una delle più grandi raffinerie russe, con una capacità di lavorazione di circa 15 milioni di tonnellate di greggio all’anno.
A Mosca il sindaco Sergej Sobianin ha dichiarato che le difese aeree russe hanno intercettato 493 droni ucraini diretti verso la regione della capitale tra le 20:30 del 2 novembre e le