Procura di Roma indaga sulla morte di Sabrina Gigliotti dopo una puntura d’insetto

La Procura di Roma ha avviato un’inchiesta sulla morte di Sabrina Gigliotti, 40 anni, madre di due figli, deceduta il 25 ottobre dopo un progressivo peggioramento iniziato con una puntura a una coscia a metà settembre.

Secondo la ricostruzione dei familiari, il primo accesso in ospedale risale al 26 settembre: la donna si era presentata al pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia e, dopo la visita, era stata dimessa con la diagnosi di “puntura d’insetto con flogosi” e una terapia antibiotica. Le condizioni non sarebbero però migliorate.

All’inizio di ottobre Sabrina si sarebbe rivolta all’ospedale Celio per medicazioni; un chirurgo avrebbe eseguito le medicazioni a giorni alterni, senza eseguire esami né somministrare ulteriori terapie, sempre secondo i familiari.

Nei giorni successivi la situazione clinica avrebbe mostrato un peggioramento: all’infiammazione locale si sarebbero aggiunti dolori lombari e articolari, bruciore addominale e dorsale. Il 18 ottobre la donna sarebbe tornata al pronto soccorso del Grassi incapace di camminare, accompagnata dalle stampelle. Anche in quell’occasione sarebbe stata dimessa con diagnosi di lombalgia e con la prescrizione di una risonanza magnetica alla colonna, che però non sarebbe stata effettuata.

Il 21 ottobre le condizioni sarebbero precipitate: quasi incapace di parlare e con dolori insopportabili, la cugina che la assisteva a casa avrebbe chiamato un’ambulanza. Alle 5.30 Sabrina sarebbe stata portata nuovamente al Grassi; in tarda mattinata i medici avrebbero comunicato ai familiari l’alterazione degli esami ematici. I sanitari avrebbero riscontrato un’infezione del sangue, la donna sarebbe stata intubata e trasferita d’urgenza all’Istituto Spallanzani, dove la direttrice del reparto di malattie infettive avrebbe definito la situazione gravissima.

Successivamente la paziente sarebbe stata trasferita nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Camillo. Qui i medici avrebbero riscontrato un polmone compromesso con una porzione in necrosi e disfunzioni a cuore, fegato e reni. Il decesso è avvenuto il 25 ottobre.

A seguito della denuncia presentata dai familiari, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo e la pm ha incaricato il medico legale di eseguire l’autopsia per accertare le cause del rapido tracollo e stabilire se il decesso avrebbe potuto essere evitato. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è quella che la donna possa essere stata morsa da un ragno violino e abbia avuto una reazione allergica non adeguatamente trattata: si tratta però di elementi da verificare con gli accertamenti.

Il legale della famiglia ha espresso fiducia nelle verifiche che saranno svolte dalla Procura.

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