Rimpatrio collettivo: 53 stranieri imbarcati su volo charter con il supporto di Frontex

La Direzione centrale dell’immigrazione e la Polizia delle frontiere, con il supporto dell’Agenzia Frontex, hanno eseguito un’operazione congiunta di rimpatrio che il 23 ottobre 2026 ha portato all’imbarco su un volo charter di 53 stranieri diretti verso il Paese di origine.

Dei 53 soggetti, 37 sono stati espulsi dall’Italia, Stato membro organizzatore dell’operazione; 6 sono stati rimpatriati su disposizione delle autorità di Cipro e 10 da quelle della Grecia. I 37 espulsi dall’Italia erano scortati da personale specializzato degli uffici centrali e territoriali del Dipartimento della pubblica sicurezza. Le persone provenienti da Cipro e Grecia sono state scortate dai contingenti delle rispettive autorità.

Tra i 37 rimpatriati dall’Italia, numerosi risultano gravati da precedenti penali e di polizia per reati contro la persona e il patrimonio, contro la pubblica amministrazione, per inosservanza della normativa sulla sicurezza pubblica, per reati in materia di stupefacenti e per violazioni in materia di immigrazione.

Un espulso, con precedenti per stupefacenti e per resistenza a pubblico ufficiale, era stato arrestato il 24 agosto 2026 dalla Polizia stradale di Gorizia per incendio boschivo doloso commesso nel comune di Duino-Aurisiana (Trieste), nelle adiacenze dell’autostrada. Dopo l’arresto era stato tradotto in carcere e rimesso in libertà il giorno successivo in attesa di giudizio; nel mese di ottobre era stato nuovamente arrestato dalla Polizia ferroviaria di Trieste per reati di violenza e oltraggio a pubblico ufficiale, minaccia e danneggiamento, per aver aggredito due agenti causando lesioni con prognosi rispettivamente di 5 e 21 giorni. L’uomo è rimasto in carcere fino al rimpatrio, con nulla osta rilasciato dall’autorità giudiziaria.

Un altro soggetto è stato espulso a seguito dell’applicazione delle procedure di asilo in frontiera. Si tratta di un meccanismo accelerato previsto dal Regolamento (UE) 2024/1348, parte del nuovo Patto migrazione e asilo, che consente di esaminare alle frontiere esterne dell’Unione europea le domande di protezione internazionale per valutarne l’inammissibilità o la manifesta infondatezza.

L’operazione di rimpatrio è stata monitorata da un rappresentante del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale e da un rappresentante del Fundamental Rights Office di Frontex.

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