New York, 19/10/2026 — A due settimane dalle midterm il presidente Donald Trump è tornato ad attaccare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, accusandolo di non voler porre fine al conflitto e di responsabilizzare l’aumento dei prezzi dei carburanti per i raid ucraini sulle raffinerie russe.
Secondo una rilevazione Washington Post‑ABC News‑Ipsos citata nell’articolo, il gradimento di Trump è sceso al 33%, con una disapprovazione del 66% e il 52% degli intervistati che si dichiara fortemente contrario alla sua azione politica. La perdita netta di consenso è di quasi 4% rispetto a un sondaggio di luglio e dell’8% rispetto a ottobre 2025.
L’analisi segnala inoltre che, per la prima volta in oltre un decennio, i democratici risultano ritenuti più affidabili dei repubblicani sulle questioni economiche, in un contesto segnato da inflazione, aumento del costo della vita e caro carburanti, oltre all’impopolarità della guerra in Iran.
Dal Labor Day, all’inizio di settembre, fino al 14 ottobre i gruppi repubblicani hanno investito oltre 740 milioni di dollari nelle campagne per il Congresso. Di questa cifra, almeno 220 milioni sono stati spesi da gruppi legati a Trump; a ciò si aggiungono donazioni per 276 milioni di dollari attribuite a Elon Musk verso gruppi repubblicani.
L’articolo osserva che, nonostante la massiccia spesa elettorale, lo scenario politico non è cambiato sostanzialmente. Negli ultimi giorni Trump ha intensificato gli attacchi contro Zelensky e attribuito ai raid ucraini sulle raffinerie russe parte della responsabilità per l’aumento dei prezzi del carburante a livello globale.
Sempre secondo il pezzo, il presidente ha sospeso le sanzioni a Mosca e si è mostrato in un avvicinamento al presidente russo Putine. Sul suo social ha scritto che Zelensky “non vuole fermare la guerra”.