Un massiccio attacco con droni ha colpito nella notte San Pietroburgo e la regione di Leningrado, provocando incendi e danni a infrastrutture civili. Le autorità locali hanno segnalato vittime, interruzioni ai servizi e l’intervento dei soccorsi.
Secondo il governatore della città Aleksandr Beglov, l’attacco ha provocato incendi in infrastrutture civili di tre quartieri e sul territorio del terminal petrolifero di San Pietroburgo, già bersaglio di bombardamenti a giugno. Beglov ha riferito che una persona è morta e cinque sono rimaste ferite. Per motivi di sicurezza l’attività dell’aeroporto di Pulkovo è stata limitata; non sono state registrate vittime legate alle operazioni aeroportuali.
Il governatore della regione di Leningrado, Aleksandr Drozdenko, ha reso noto che nella zona di San Pietroburgo sono stati abbattuti 144 droni. Il ministero della Difesa russo, come riportato da Tass, ha invece comunicato che in totale le forze di difesa aerea hanno neutralizzato 1.015 droni diretti verso diverse regioni della Federazione durante la notte.
Colpito anche un centro logistico di Ozon a San Pietroburgo: l’azienda ha dichiarato che il personale è stato evacuato, non si registrano feriti, è scoppiato un incendio e i servizi di emergenza sono intervenuti sul posto.
Il social network russo VK ha segnalato un attacco con droni contro un centro dati nella regione di Leningrado, precisando che i propri servizi continuavano a funzionare normalmente.
Il Comitato investigativo russo ha avviato un procedimento penale per atto terroristico in relazione agli attacchi condotti con droni contro strutture civili a San Pietroburgo e nella regione di Leningrado, come comunicato dalla portavoce Svetlana Petrenko.